varianti

Le varianti del nuovo coronavirus SARS-CoV-2 di cui stiamo sentendo parlare ormai da mesi sembra diminuiscano l’efficacia dei vaccini sviluppati sinora e, per dipiù, si caratterizzano per una maggiore facilità di diffusione oltre che, come per la variante indiana, per una maggiore mortalità. Sembra però che queste “forme alternative” del nuovo coronavirus rappresentino una minaccia non soltanto per le persone più anziane e con patologie pregresse, ma anche per i più giovani.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Eurosurveillance, la rivista scientifica online del Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc). In questo studio, i ricercatori hanno eseguito un’analisi sistematica del peso che le varianti hanno sui ricoveri tra i giovani in seguito all’osservazione di maggiori tassi di infezione nei giovani in età scolare. Lo studio ha coinvolto più di 23.000 casi provocati da varianti del SARS-CoV-2, selezionati tra i 3,2 milioni complessivi registrati in sette Paesi (Cipro, Estonia, Finlandia, Irlanda, Italia, Lussemburgo e Portogallo). Dei casi provocati dalle varianti (23.343), 20.000 erano dovuti alle varianti che destano preoccupazione, le cosiddette “Voc” (Variant of Concern).

In più, in tutti i Paesi considerati nella ricerca, le varianti erano quelle identificate maggiormente tra i bambini ed i ragazzi, soprattutto quella inglese. Tutti questi dati dimostrano che queste forme alternative del nuovo coronavirus non rappresentano qualcosa di pericoloso soltanto tra chi soffre di patologie o, semplicemente si trova in età avanzata, poiché anche i bambini ed i ragazzi rientrano tra le vittime di queste diverse forme del virus.  È per tale ragione che dobbiamo continuare a rispettare le misure anti-COVID come indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale, così da impedire o, quantomeno, ostacolare la diffusione di questo nemico invisibile.

FONTEEurosurveillance