Chernobyl: le conseguenze sui bambini nati dai sopravvissuti alla catastrofe

Quel reattore della centrale nucleare situata nella cittadina a nord dell’Ucraina riuscì a esplodere creando un incidente nucleare diventato forse più famoso della storia. Ovviamente tale aggettivo gli viene attribuito per via della grande letalità, la quale caratterizzò proprio il disastro di Chernobyl.

Le nubi radioattive che ne vennero fuori riuscirono ad intossicare le persone così come a depositarsi sulle case e nei campi dove pascolavano gli animali. In questo modo tutto e dunque diventato radioattivo, essendo stato sottoposto in maniera indiretta a radiazioni provenienti dalla catastrofe. A risentirne è stato chiaramente il popolo, il quale ancora oggi secondo alcune analisi starebbe subendo degli effetti genetici.

 

Chernobyl: i dati analizzati porta alla luce risultati rassicuranti

 

Se c’è una mutazione dannosa, si tratterà di un evento raro. Non significa che non possa accadere ma non la consideriamo una questione di emergenza sanitaria pubblica. Riteniamo dunque che i risultati siano rassicuranti“, queste le parole di Stephen Chanock, autore di entrambi gli studi e direttore della Divisione di epidemiologia e genetica dei tumori del National Cancer Institute. 

Attraverso questo discorso viene fuori dunque che non ci sono prove in merito al fatto che i genitori abbiano potuto trasmettere ai figli gli effetti delle radiazioni del disastro di Chernobyl. Un altro studio è stato condotto sui tumori, soprattutto quelli sviluppati alla tiroide. In questo caso non ci sono infatti fattori che vadano a denotare che la natura di questi ultimi provenga dalle radiazioni. Questo fa pensare quindi che si possono essere sviluppati anche in altri modi.

Potrebbe quindi essere quasi la fine di un incubo che dura da oltre cinquant’anni, ma verranno fatti nuovi studi in merito.