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Secondo gli esperti che hanno sviluppato il vaccino Pfizer, ovvero i ricercatori di BioNTech, il vaccino sarà efficace anche contro la variante indiana del coronavirus. Se da un lato non hanno la certezza di questo, visto che i dati completi mancano ancora, le informazioni guadagnate con gli altri ceppi sono positivi.

Le parole di Ugur Sahin, co-fondatore di BioNTech sul vaccino Pfizer: “Stiamo ancora testando la variante indiana, ma la variante indiana ha mutazioni che abbiamo già testato e contro le quali il nostro vaccino funziona, quindi sono fiducioso. Stiamo ancora testando la variante indiana, ma la variante indiana ha mutazioni che abbiamo già testato e contro le quali il nostro vaccino funziona, quindi sono fiducioso.”

 

Pfizer contro B.1.617

La variante indiana è stata identificata come B.1.617 a causa delle due mutazioni presenti sulla proteina spike, fondamentalmente l’arma che usa il virus per infettare le cellule del corpo umano. Attualmente la variante è stata individuata in 17 paesi diversi tra cui l’Italia, la Svizzera, la Germania e il Regno Unito. Il vaccino di Pfizer è tra i più usati in questi paesi quindi c’è molto meno pericolo.

Al momento non è chiaro se la situazione dell’India sia colpa di questa variante. In alcune regioni del paese la maggior parte dei contagi sono causati proprio da essa, ma non basta a giustificare i numeri. La colpa sembrerebbe anche del governo che ha sostanzialmente annullato i divieti per contenere il contagio permettendo alla popolazione di girare liberamente. In uno scenario del genere, anche il vaccino di Pfizer può fare ben poco se non usato sulla maggior parte della popolazione, quindi più di un miliardo.