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La carenza di chip attuale è una situazione molto complessa e in divenire. Molti aspetti non sono ancora noti e diversi disastri naturali che hanno colpito alcuni poli produttivi e con la pandemia l’uscita da tutto questo è un’incognita grossissima. Per una soluzione prima si è parlato di fine anno, poi 2022 e ora 2023 secondo i colossi del mercato.

Secondo gli ultimi rapporti, TSMC, Nvidia e Intel, nonostante gli sforzi che sono pronti a fare, la risoluzione per la carenza di chip ci vorranno diversi mesi tanto da arrivare addirittura a parlare di due anni. Questo influenzerà la produzione sia di smartphone, di console di ultima generazione, di veicoli e di molto altro ancora.

 

Carenza di chip: tra TSMC, Intel e Nvidia

TMSC, la più grande fonderia al mondo con sede a Taiwan, prevede che gli investimenti che faranno, e si parla di almeno 100 miliardi di dollari, daranno i loro frutti più in là. Saranno in grado di soddisfare la vendita e la produzione dei prodotti tecnologici entro il 2023. Si parla anche di aprire nuovi poli produttivi con un focus negli Stati Uniti, una mossa anche di geopolitica e non solo economica.

Anche Nvidia si è espressa sulla carenza di chip e si tratta di una brutta notizia per chiunque sta cercando di mettere insieme un computer da gaming con prestazioni decenti. Da un lato sono leggermente più ottimisti, ma parlano del 2022 per raggiunge un’offerta in grado di supportare l’attuale domanda.

Intel è dello stesso avviso di entrambe. Nonostante la compagnia sia pronta a potenziare sensibilmente le due principali catene di approvvigionamento. A questo giro non si parla di solo processori per computer, ma anche forniture mediche e sistemi informatici per auto, giusto per sottolineare che non riguarda solo gli smartphone o le console.