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Spotify ora può raccogliere informazioni dalla tua voce, ma per cosa?

Ogni assistente virtuale ha una parola d’ordine per bloccarlo le quali sono diventati sostanzialmente iconiche. Ora che Spotify ha introdotto il proprio di assistente, succederà la stessa cosa, ma il punto importante non è questo. Ora la piattaforma potrà essere usata tramite la propria voce e dovete sapere che dalla suddetta si possono raccogliere informazioni.

Quando pronuncerete l’accoppiata Hey Spotify non vi sarà reso solo più semplice scegliere una canzone o modificare alcuni parametri, ma darete l’avvio alla raccolta di nuove forme di dati. Ovviamente quindi c’è una discussione da fare in merito alla privacy e per questo motivo la compagnia ha voluto essere chiara su quello che accadrà.

 

Spotify: convertire le voci in dati

Per cominciare, Spotify ha sottolineato che l’assistente virtuale non andrà a registrate tutto quello che verrà detto. La registrazione si attiva solo al momento della pronuncia della parola chiave o anche quando si tocca il pulsante dedicato

. Da quel momento partirà un countdown di pochi secondi in cui si potrà dire il necessario.

Come al solito, quando si parla di intelligenza artificiale, molti dei dati verranno usati per migliorare lo stesso assistente. A seguire i dati verranno usati per migliorare il sistema di annunci per garantirne di più mirati. La parte da notare è che questo accadrà anche con la versione a pagamento. Detto questo, è stato detto che i dati non verranno condivisi con altre parti.

Considerando che Spotify sta lavorando su una tecnologia particolare, meglio non sottovalutare questo assistente. L’idea, non ancora messa in pratica, è quello di attraverso la vostra voce di capire l’età, il sesso o anche il solo stato emotivo. Questi dati potrebbero tornare utili sia per suggerire canzoni più azzeccate o anche per fare molti danni.

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Pubblicato da
Giacomo Ampollini