simulazione

Stiamo sentendo sempre più spesso parlare delle varianti di SARS-CoV-2, quelle “versioni” nuove del coronavirus che stanno seminando sempre più il panico nella popolazione mondiale. Scienziati italiani, eseguendo una simulazione al computer hanno potuto scoprire la presenza di 20 varianti del nuovo coronavirus.

La simulazione al computer è stata eseguita da un team di ricercatori dell’Università di Trieste con il suo Laboratorio di Biologia Molecolare e Nanotecnologie (MolBNL@UniTS). I risultati del loro lavoro saranno pubblicati sulla autorevole rivista scientifica ACS Nano. Nello specifico, gli scienziati hanno seguito il programma di simulazioni al computer sperimentato in Italia che, in questo nuovo esperimento, ha dimostrato in pieno la sua efficienza e, infatti, potrà essere davvero molto utile anche per fare previsioni sull’efficacia di vaccini e terapie anti-COVID-19.

Il sistema di analisi computazionale serve a stabilire il possibile ruolo della diversità genetica virale e umana che sta emergendo sempre più dagli studi clinici sui pazienti COVID-19. Con la simulazione al computer sono state identificate 20 varianti per 17 delle quali, non si hanno ancora dati clinici a disposizione e, sorprendentemente, sono state rilevate con un’alta frequenza nella popolazione mondiale. Inoltre, durante la ricerca sono state individuate anche alcune delle mutazioni sulla proteina ACE2, la serratura molecolare che SARS-CoV-2 utilizza per entrare all’interno delle nostre cellule. Si tratta di mutazioni recentemente descritte in diverse popolazioni e la loro correzione con la suscettibilità al virus di queste persone è ancora in fase di studio.

La simulazione al computer ha permesso di far luce su una considerevole quota di varianti del SARS-CoV-2 che, tra qualche mese, potrebbero diffondersi in tutta la popolazione mondiale e sulle quali potremmo agire d’anticipo.

FONTEACS Nano