Mille Lire

Nel mondo della numismatica tutto può succedere. Banconote e monete che all’apparenza possono sembrare semplici e comuni, in realtà nascondono in sé un valore incredibile. È il caso di queste Mille Lire che tra le banconote da collezione risultano essere un tesoro prezioso. Chi ne ha una in casa può guadagnare una vera fortuna. A meno che non le collezioni, allora avrebbe un pezzo di storia.

 

Le Mille Lire che hanno fatto la storia: quelle di Giuseppe Verdi

Di quale banconota stiamo parlando? Della fantastica Mille Lire di Giuseppe Verdi. Un conio che ha fatto la storia dell’Italia. Stampata e messa in circolazione dalla Banca d’Italia all’inizio degli anni 70, questa banconota ha continuato ad essere prodotta per diversi decenni successivi.

Sono 871 milioni gli esemplari della Mille Lire di Giuseppe Verdi che hanno girato nelle tasche e tra i portafogli di milioni di italiani. Questo rivela anche come non sia così difficile possederne una. Magari è lì, in un vecchio salvadanaio oppure in un cassetto in ricordo del nonno a cui si era affezionati. Insomma, indipendentemente da dove si trovi ora, se ben conservata questa Mille Lire può far guadagnare una fortuna a chi la possiede.

 

Quanto può valere se risponde a certe condizioni

La Mille Lire di Giuseppe Verdi può valere una fortuna se paragonata al suo reale valore di conio. Ma quali devono essere le condizioni perché un collezionista possa spendere  fino a 1.000 euro per averla?

  • Trovare il giusto canale d’asta online. Ad esempio Ebay può rivelarsi un ottimo posto per aggiudicarsi una somma simile.
  • La Mille Lire deve essere stata conservata in condizioni ottimali e non avere danni visibili se non una lieve usura causata dal tempo. Non certo però dovuta a un’incuranza.
  • La sua datazione è un altro elemento fondamentale che dà più o meno valore a questa banconota.

Niente paura però perché, se anche non dovesse rispondere alle due caratteristiche sopra menzionate, la Mille Lire di Giuseppe Verdi può comunque valere almeno 500 euro. E di questi tempi non è davvero niente male. Altrimenti restano le criptovalute, Ethereum o Bitcoin, ma lì bisogna saper investire, non conservare.

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