Cartelle esattoriali

Quando si sente parlare di riscossione si “drizzano le antenne” di tutti. Soprattutto a chi, sta aspettando una definizione in merito ai 60 milioni di cartelle esattoriali pronte a fare strage. È questa la preoccupazione di molti contribuenti italiani in debito con il Fisco. Ancora non si sa quali saranno da pagare, quali invece no e quali tra queste vedranno delle agevolazioni. È ancora tutto al vaglio del nuovo Governo Draghi che dovrà arrivare ben presto ad una decisione. Inoltre sembra proprio che quel momento per alcuni sarà un vero e proprio addio alle cartelle esattoriali. Vediamo il perché.

 

Il nuovo Governo Draghi starebbe decidendo il futuro per 60 milioni di cartelle esattoriali

Erano lì, ogni mese, pronte a partire dall’Agenzia delle Entrate con destinazione contribuenti in debito con il Fisco. Le protagoniste sono 60 milioni di cartelle esattoriali che stanno lasciando con il fiato sospeso da un anno milioni di italiani.

Per queste sono al vaglio dal nuovo Governo Draghi tre soluzioni che potrebbero essere attuate a breve. Anche perché la mole di lavoro è importante e la macchina di riscossione dello Stato più passa il tempo e più rischia seriamente di ingolfarsi. Eccole qui elencate e spiegate.

  1. Proroga fino al 30 aprile. Pare che la sospensione al pagamento delle cartelle esattoriali, senza distinzioni, verrà spostata al 30 aprile. Quindi fino al primo maggio i contribuenti possono stare tranquilli. Ovviamente in questa proroga sono compresi anche i nuovi atti da inviare.
  2. Cancellazione sotto i 5.000 euro. Buona notizia per chi ha delle cartelle esattoriali con un debito inferiore a questo importo. Infatti sembra che il nuovo Esecutivo possa dare facoltà di stracciarle.
  3. Rottamazione e rateizzazione. Per quanto riguarda invece chi ha delle cartelle esattoriali che superano i 5.000 euro di debito pare arriveranno delle agevolazioni. Una rateizzazione degli importi per facilitarne la riscossione e l’annullamento di interessi e more che si sono accumulati negli anni.

Insomma sembra che per alcuni si prospettino buone notizie, mentre per altri almeno una certa facilitazione. Ovviamente resta sempre l’ombra della patrimoniale e dell’IMU a preoccupare gli italiani.