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Le reti di telecomunicazione hanno bisogno di torri per funzionare. Le nostre città ne sono piene, ma anche il resto del territorio. Niente è cambiato per la rete di scorsa generazione e non è cambiata per l’attuale generazione, ma ci sono delle differenze. Se per il 4G le compagnie potevano sbizzarrirsi, per il 5G ci sono delle difficoltà aggiuntive.

Il 5G si basa su frequenze particolari che vengono facilmente bloccate dalle strutture e anche da materiali ben precisi. Per il 4G non è così e questo permetteva di nascondere le torri in modo creativo, come in finti cactus o finti alberi.

Per la rete di ultima generazione non possono usare questi rimedi e per ora, oltre che a lasciare le torri così come sono nei punti più isolati, si cerca di camuffarle come semplici lampioni. Questo risolve leggermente il problema a livello estetico, ma non un altro alquanto più impellenti in questi tempi moderni.

 

5G: tra sicurezza ed estetica

Come sappiamo il 5G è il centro di molte teorie del complotto e per questo nell’ultimo anno sono stati registrati numerosi attacchi alle torri. Nasconderle dietro altre strutture sarebbe un modo perfetto per renderle più difficili da individuare. Funziona per il 4G che anch’esso è stato preso di mira da fanatici del complotto.

La tecnologia che porta con sé la rete 5G è importante, non tanto per l’utente comune, ma per le grandi aziende. Avere un’infrastruttura funzionante può spingere molto a livello di economia . Si calcola che entro il 2035 la rete in questione porterà a 17 trilioni di dollari di crescita. Ignorare questa possibilità sarebbe una gravissima mancanza.