Signal

L’app rivelazione che in meno di un anno ha raggiunto i 40 milioni di iscritti è Signal. Un risultato eccezionale raggiunto soprattutto grazie al privacy gate che sta coinvolgendo WhatsApp. Tuttavia anche Telegram potrebbero rischiare di essere messo al tappeto da Signal. Sì, perché questa applicazione di messaggistica istantanea nasconde 3 motivi che fanno tremare anche i colossi. Si possono riassumere in un’unica parola: privacy. Ecco quali sono e perché rendono questa applicazione così speciale.

 

Signal ha 3 assi nella manica che rischiano di mettere al tappeto le altre app

Sono 3 gli assi nella manica che caratterizzano Signal, la nuova app rivelazione per le chat. Capaci di far tremare colossi come WhatsApp e Telegram, eliminano definitivamente i problemi di privacy.

  1. Gli algoritmi sfruttati da Signal sono eccezionali e la rendono unica nel suo genere. Garantiscono la sicurezza sulla privacy nei sistemi operativi Android, iOS e Desktop.
  2. Signal include una crittografia end-to-end all’avanguardia basata su un sistema logico-matematico. Le sue chiavi di protezione nascoste vengono ricreate continuamente. Questo garantisce sicurezza nei dati che diventano impossibili da rintracciare in rete.
  3. I messaggi possono essere essere impostati con un timer di autodistruzione. Inoltre, pur avendo attivi tutti questi processi, Signal regala un’esperienza utente veloce e imbattibile. Si possono inviare contenuti in modo rapido e le videochiamate sono protette, ma allo stesso tempo di altissima qualità. Inoltre offre anche la condivisione avanzata di documenti, foto, audio e altro.

Insomma a Signal non manca proprio nulla, anzi, in termini di privacy ha molto di più da offrire rispetto alle sue concorrenti. Il suo punto forza infatti sta nell’essere una organizzazione no-profit. Ciò vuol dire che tutti i suoi proventi vengono costantemente reinvestiti nell’azienda a favore dell’applicazione. Infatti Signal non segue le logiche di guadagno e di profitto come molte altre app.

Inoltre non solo offre un servizio pubblico, ma non può essere acquistata. Questo la distanzia notevolmente dalle politiche dei colossi quali Facebook e Google che mirano ad aggiudicarsi fette di mercato sempre più ampie. Resta solo uno scoglio da superare, l’avvento degli SMS 2.0 di Google Messaggi che potrebbero dare a tutti del filo da torcere.