fine del mondoLa paura che possa giungere la fine del mondo sembra sempre più diffusa tra la popolazione; ma cosa scatta nella mente di un essere umano che cerca rifugio tra antiche profezie? Il 2020 di sicuro, tra incendi, epidemie globali e guerre ha evocato in molti la sensazione che l’apocalisse sia imminente. Malgrado sia impossibile prevedere il futuro in molti sono tornati a guardare alle profezie, come quelle di Nostradamus; la speranza, probabilmente, è quella di trovare una guida tra tutti questi avvenimenti catastrofici.

Se sembra facilmente intuibile come mai certe paure siano tornate alla ribalta risulta più interessante capire cosa spinge una persona ad affidarsi ad antiche profezie. Appare infatti ovvio che dopo decenni di sostanziale immobilismo a livello sociale e politico, il 2020 ha ribaltato le carte in tavola.

Fine del mondo: esorcizzare la paura

 

Le innumerevoli crisi che si sono susseguite, da quelle ambientali fino alla pandemia, sono sicuramente un ottimo catalizzatore per la paura che il mondo possa finire. Probabilmente ciò che avvicina sempre più persone alle profezie sulla fine del mondo e sull’apocalisse è la speranza di poter sbirciare in ciò che ci aspetta; l’ignoto è d’altronde uno delle principali propulsori delle paure umane.

In tal senso avere la sensazione, anche effimera, di poter se non controllare, quantomeno predire, gli avvenimenti futuri offre sicuramente una speranza. Tuttavia non bisogna mai lasciarsi sedurre da queste facili promesse. Per nostra sfortuna non esiste alcun modo di prevedere il futuro, l’unica cosa che possiamo fare è dunque decidere come spendere il tempo che c’è stato concesso.