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Facebook e Oculus: “Il futuro di Messenger è sui nostri occhi”

Facebook ha implementato Messenger sulla piattaforma Oculus, l’ultimo passo nel futuro delle comunicazioni con la Realtà Virtuale.

Gli utenti di Quest e Quest 2 che hanno effettuato l’accesso utilizzando l’account Facebook potranno parlare con i propri amici presenti sul noto social network. “Scrivi i messaggi come preferisci, digitandoli in VR, selezionando conversazioni già pronte o utilizzando la nostra funzione voice-to-text”, dichiara l’azienda in un post sul blog a riguardo.

Per coloro che non hanno l’account Facebook collegato o che non vogliono utilizzare Messenger, le restanti funzioni della chat ci saranno ancora. Infatti, gli utenti possono comunque utilizzare le chat di Oculus per inviare messaggi ad altri con il proprio nome utente Oculus. Questa novità dei messaggi lega ulteriormente l’azienda madre e la sua filiale. Infatti, già ad ottobre, la società ha richiesto agli utenti di registrarsi su Facebook se utilizzano un headset Oculus per la prima volta.

Facebook: Messenger trasformato dalla Realtà Virtuale con l’headset Oculus

Tutte le funzionalità di Oculus saranno intrinsecamente legata a un account Facebook dal 2023. “Adotteremo alcune misure per consentire l’utilizzo di contenuti acquistati, anche se ci aspettiamo che alcuni giochi e app potrebbero non funzionare”. Queste le dichiarazioni della società. Tuttavia, questa mossa è stata accolta con un contraccolpo. Il fondatore dell’azienda, Palmer Lucky, ha offerto 5.000 dollari a chiunque riesca ad hackerare la piattaforma.

Luckey garantisce che non avrai bisogno di accedere al tuo account ogni volta che desideri utilizzare Oculus Rift. Andrew Bosworth nel frattempo ha twittato un video con alcuni schermi che possono essere spostati e ridimensionati tramite il controllo dei gesti, così come l’utente che digita su una tastiera con una barra delle applicazioni virtuale per le scorciatoie. Visibili nel video anche le icone di Windows e Facebook. “Stiamo sperimentando concetti futuri utilizzando diverse configurazioni hardware”.

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Pubblicato da
Rosalba Varegliano