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Bolletta Enel o Acea troppo salata? Puoi chiederne la rettifica così

In un momento storico in cui risparmiare appare fondamentale per moltissimi cittadini e per numerose famiglie, strumenti come la rettifica della bolletta potrebbero rappresentare una vera ancora di salvezza. Questa procedura può essere attivata nel caso in cui un utente si accorga di aver ricevuto una bolletta di importo anomalo o troppo elevato rispetto ai propri effettivi consumi.

Si tratta di un’eventualità non troppo frequente, ma può comunque accadere, pertanto è giusto conoscere quali siano le motivazioni di un prezzo da pagare differente rispetto alle attese.

Prima ancora di inviare richiesta di rettifica, però, il cliente dovrebbe verificare alcuni aspetti del proprio piano luce o gas. Importi non corrispondenti alle aspettative potrebbero infatti dipendere dall’inadeguatezza dell’offerta rispetto al proprio profilo di consumi: per esempio, per chi ha una bioraria ma utilizza indifferentemente corrente elettrica ed elettrodomestici a qualsiasi ora del giorno, potrebbe essere più indicato il passaggio ad una monoraria e viceversa.

Altresì è possibile che dipenda da una bassa efficienza energetica dell’immobile, così come dalla mancata autolettura del contatore: quest’ultima – a meno che non sia automatica – deve essere effettuata nel range di date come indicato dalla bolletta e comunicata al proprio gestore, per calibrare gli importi sulla base degli effettivi consumi dell’utente.

Laddove nessuna di queste rappresenti la motivazione per consumi esagerati, si può procedere con l’invio della richiesta di rettifica.

Rettifica della bolletta, ecco cosa accade

Al momento della ricezione della domanda da parte dell’utente, il gestore dell’utenza luce o gas deve immediatamente attivarsi per effettuare i controlli necessari ed inviare all’utente una risposta. Questa deve riportare in maniera chiara e precisa il dettaglio consumi e spese, così da giustificare un importo differente dal solito.

Se invece si fosse verificato effettivamente un errore nel calcolo dei costi per l’utente, il gestore è tenuto a procedere con la vera e propria rettifica e l’accredito della somma eccedente.

Il venditore ha 40 giorni di tempo per rispondere al reclamo. Superata questa scadenza limite, può intervenire l’Autorità per l’energia elettrica e per il gas. Inoltre, a fronte di ritardi nel rimborso, il cliente ha diritto ad un indennizzo automatico nella prima bolletta utile. L’importo dell’indennizzo è di quantità proporzionale rispetto al ritardo accumulato secondo questo criterio:

  • 20 euro se la risposta arriva entro e non oltre il doppio del tempo massimo previsto
  • 40 euro se la risposta arriva oltre il doppio del tempo massimo
  • 60 euro quando la risposta eccede di tre volte il tempo massimo prestabilito.
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Pubblicato da
Monica Palmisano