In diverse circostanze durante il 2020 alcuni servizi e operatori telefonici hanno avuto momenti di forte down, in cui i loro server sono risultati irraggiungibili e agli utenti è stato impossibile navigare in internet ed effettuare chiamate.

Non ultimo, il rallentamento importante che ha interessato Tim, soprattutto nella zona di Milano e territori limitrofi, verificatosi appena qualche giorno fa.

Ma perché si verificano questi disservizi? E soprattutto, cosa possono fare gli utenti per aggirare il problema laddove si verificasse una simile circostanza?

Down Tim, Vodafone, Windtre e non solo: cosa fare quando un servizio crolla

Potrà sembrare scontato, ma la prima verifica da effettuare riguarda il proprio piano telefonico. Controllare che il proprio bundle non sia terminato in anticipo o attestare la presenza di credito residuo sulla SIM sono in assoluto le prime cause a cui si dovrebbe pensare.

Dopo essersi accertati della regolarità di queste impostazioni, si può tentare un riavvio dello smartphone, del tablet o del pc: talvolta il rallentamento può dipendere proprio dal dispositivo con cui ci si sta connettendo all’operatore o al servizio (talvolta è anche capitato a Google Meet o Zoom di andare fuori uso in questi mesi, così anche come per WhatsApp, Telegram e Instagram).

Verificato che tutto funzioni correttamente, si può effettivamente pensare ad un down del gestore o dell’app. Questo sospetto può essere confermato consultando il sito Downdetector.it, che grazie alle segnalazioni degli utenti risulta sempre aggiornato in caso di malfunzionamenti.

Dopo di che, non si può fare molto altro che attendere che il gestore o lo sviluppatore prenda in carico la problematica e provveda alla sua risoluzione. Nella speranza che sia tempestiva e non porti ulteriori disagi.