SARS

Abbiamo sicuramente sentito parlare della campagna vaccinale contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 che ha avuto inizio, in alcuni Paesi europei, già alla fine del 2020. Anche in Italia, dal 27 dicembre sono iniziate le prime vaccinazioni. Ma, ovviamente, ci sono molte perplessità riguardo l’efficacia di questo vaccino prodotto in tempi piuttosto brevi rispetto al solito. Il coronavirus SARS-CoV-2, responsabile della COVID-19, è un virus a RNA e come tale, muta con notevole facilità soprattutto quando il tasso di trasmissione è particolarmente elevato.

Qualche giorno fa abbiamo sentito parlare di una nuova variante del SARS-CoV-2, la cosiddetta “variante ingleseB.1.7.7 che si caratterizza per una maggiore trasmissibilità. Sembra però che questa nuova variante del coronavirus non abbia effetti negativi sul vaccino poiché non ne riduce l’efficacia. Ma se la variante inglese del SARS-CoV-2 non lede l’efficacia della formulazione vaccinale a base di mRNA contro la COVID-19, ben più preoccupante è una nuova variante di questo virus che ha delle origini geografiche completamente differenti da quella inglese.

Una nuova variante del SARS-CoV-2 minaccia l’efficacia del vaccino

Stiamo parlando della variante sudafricana del SARS-CoV-2 alla quale i ricercatori hanno assegnato la sigla identificativa 501.V2. A rendere nota l’esistenza della variante virale sudafricana è stato il sito web Live Science che ha riportato alcune dichiarazioni pubblicati dalla Reuters. Così, scienziati dell’Università di Oxford e il CEO di BioNTech, Uğur Şahin, stanno portando avanti degli esperimenti per verificare l’efficacia dei nuovi vaccini sia con la 501.V2 che con variante B.1.7.7.

Già dalle prime analisi, secondo gli esperti, la variante sudafricana risulterebbe più preoccupante di quella inglese poiché sarebbe caratterizzata da un numero di mutazioni aggiuntive maggiore. Troppe mutazioni delle proteina Spike potrebbero renderla irriconoscibile al sistema immunitario “addestrato” dal vaccino. Fattore questo che renderebbe inutile la stessa formulazione vaccinale. Poiché il tasso di mutazione in SARS-CoV-2, come per altri virus, aumenta man mano che aumenta la trasmissione, bisogna che non abbassiamo la guardia. È infatti necessario che continuiamo a rispettare le regole e le misure anti-COVID.