Coronavirus: nel mercato del dark web spunta il vaccino, ecco i costi

Manca sempre meno alla fine del Covid-19, il virus che ha ostacolato questo 2020 in ogni modo. Il merito va “anche” al vaccino approdato ultimamente nell’Istituto Spallanzani di Roma. A sorpassare la normale attività ospedaliera troviamo il dark web, già all’attacco con l’antidoto in grado di rendere immuni al coronavirus. Un team di cyber-security di Yarix (società italiana che si occupa di sicurezza informatica) ha così scoperto un enorme capitolo sul mercato nero.

Coronavirus: ecco a quanto ammonta

Nicola Bressan, un membro del team di tecnici, si è espresso in merito al dark web: “Con il nostro team di cyberthreat intelligence abbiamo cercato annunci che potessero essere legati alla pandemia. Un lavoro complesso, perché sul dark web le risorse non sono indicizzate, e dunque bisogna conoscere l’indirizzo finale del sito per poterlo visitare”.

Il costo, che raggiunge i 250 dollari, ossia poco più di 200 euro, rende il nuovo vaccino contro il Coronavirus, del vero e proprio oro colato addirittura più costoso di quello pattuito tra l’Unione europea e le diverse case farmaceutiche.

Il team di esperti è riuscito a scovare circa “5 o 6 venditori che si dichiarano basati in Inghilterra o in America e che hanno sparso sul dark web almeno un centinaio di inserzioni. Si tratta di negozi già accreditati tra i clienti per la vendita di drogaallucinogenioppiacei. E che hanno scelto questo nuovo mercato proprio basandosi sull’affidabilità dimostrata in passato”.

Nel frattempo l’Aifa si dichiara decisamente contraria all’acquisto privato del vaccino attraverso canali alternativi od online. L’Agenzia Italiana del Farmaco sottolinea per giunta: “I vaccini disponibili saranno utilizzati soltanto nei presidi definiti dal Piano vaccini e non saranno disponibili nelle farmacie o nel mercato privato. L’Aifa ribadisce che è altamente sconsigliato, cercare di procurarsi il vaccino per vie alternative o su internet. Questi canali non danno nessuna garanzia sulla qualità del prodotto, che potrebbe essere, oltre che inefficace, pericoloso per la salute”.