chatbot

I chatbot sono software progettati per simulare una conversazione con un essere umano con lo scopo principale di simulare un comportamento umano e sono a volte definiti anche agenti intelligenti. In genere si utilizzano per vari scopi come, ad esempio, la guida in linea oppure per rispondere alle FAQ degli utenti che accedono ad un sito. Sembra però che i chatbot possano trovare applicazione anche nel campo della medicina. Infatti questi software potrebbero essere impiegati per l’individuazione precoce di malattie come la demenza e l’Alzheimer.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla celebre rivista scientifica IEEE Journals & Magazine. Lo studio in questione riporta la firma di un team di ricercatori dell’Università di Tecnologia del Queensland. Nello specifico, gli scienziati intendono utilizzare i chatbot e, in particolare l’analisi linguistica per individuare disturbi neurologici come l’Alzheimer. Per fare questo , Ahmed Alkenani, scienziato dei dati, ha creato dei modelli di apprendimento automatico basandosi su varie caratteristiche del linguaggio. Ciò al fine di identificare non solo la sussistenza dello stato di demenza, ma anche i vari livelli di gravità.

Secondo lo scienziato già nelle prime fasi della demenza da Alzheimer, il chatbot sarebbe in grado di identificare anche quei piccoli cambiamenti linguistici che possono manifestarsi. Ciò sarebbe davvero molto utile poiché consentirebbe di diagnosticare la demenza stessa in maniera molto più precoce e tempestiva. Si tratta di microcambiamenti che gli attuali sistemi di intelligenza artificiale come, ad esempio, il machine learning, sono in grado di decifrare.

Gli esperimenti con i chatbot

Per giungere a tale conclusione, gli scienziati del Queensland hanno condotto degli esperimenti su varie persone diagnosticate con malattia di Alzheimer probabile o possibile. Essi hanno inoltre usato questo metodo anche su altre persone con deterioramento cognitivo e su altre persone sane. Da tali indagini emergeva che le persone affette da demenza usavano meno sostantivi e più verbi ed aggettivi man mano che il livello di demenza aumentava.

L’obiettivo degli scienziati è adesso quello di sviluppare un chatbot che possa essere utilizzato anche a distanza mediante Internet. Il tutto allo scopo di facilitare, automatizzare e rendere ancora più rapida la diagnosi di demenza soprattutto nella fase iniziale della stessa.