Dopo mesi di discussione – circa la possibilità di approvare l’introduzione di nuove tasse per fronteggiare l’emergenza Covid – in questi giorni l’Esecutivo ha fra le mani un emendamento per imporre una Patrimoniale sui grossi redditi nella prossima Legge di Bilancio 2021.

Si è parlato a lungo della possibilità che una simile tassa fosse introdotta al fine di riequilibrare la distribuzione della ricchezza nel nostro Paese, distribuzione che si è fortemente polarizzata durante la pandemia e che non accenna a invertire il trend.

Di fatto, una Patrimoniale su tutti non avrebbe alcun senso: per questo motivo si è parlato di applicarla solo a patrimoni di dimensioni superiori ai 500.000 euro.

Patrimoniale 2021, un primo passo per ridimensionare le disuguaglianze economiche?

A onor del vero, una Patrimoniale esiste già, e corrisponde all’IMU applicata sulla casa. Il gettito che porta nelle casse dello Stato corrisponde a ben 21 miliardi l’anno.

Un’imposta di questo genere, ad oggi, potrebbe essere eliminata proprio dall’introduzione della Patrimoniale sui grandi redditi, che in questo modo compenserebbero per 18 miliardi di euro e permetterebbero l’abolizione dell’IMU, insieme ad altre tasse che ostacolano la transizione dai pagamenti fisici a quelli digitali. Nell’emendamento, infatti, si contempla l’abolizione del bollo annuale di 34,20 euro (per i privati) e di 100 euro (per le aziende) sui conti correnti e anche sul deposito titoli.

La tassazione sui grandi patrimoni sarebbe progressiva e individuata secondo diverse fasce. A seconda dell’ammontare, si andrebbe ad applicare

  • Una tassa dello 0,2% sui patrimoni da 500.000 a 1.000.000 di euro;
  • Una tassa dello 0,5% sui patrimoni superiori ad 1.000.000 e fino a 5.000.000 di euro;
  • Una tassa dell’1% sui patrimoni superiori a 5.000.000 e fino a 50.000.000 di euro;
  • Una tassa del 2% da 50.000.000 di euro in su.

Vi aggiorneremo prontamente sui risvolti della proposta.