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È passato veramente molto da quando il batterygate è scoppiato e anche se sembra che a livello dei pubblico tutto questo sia stato dimenticato, molto consumatori non lo hanno fatto. Apple ha già pagato in merito, ma negli Stati Uniti. In Europa la situazione è diversa e presto potrebbero piovere azioni legali collettive simili alle accuse di frode mosse dagli americani.

Se negli Stati Uniti ha pagato 113 milioni di dollari in accordo con queste accuse che arrivavano da un totale di 30 su 50 stati della federazione, in Europa le azioni legali collettive saranno ben cinque provenienti da quattro paesi diversi. Le prime arrivano dal Belgio e dalla Spagna e il motivo riguarda proprio le batterie. A seguire dovrebbero arrivare dall‘Italia e dal Portogallo.

Nello specifico, si parla di un rallentamento intenzionale dei dispositivi, degli iPhone 6 e degli iPhone 6s. La richiesta, perlomeno nella azioni già presentate, è un pagamento di 60 euro per ogni utente che possedeva uno dei modelli in questione.

 

Apple e il batterygate

Si tratta di una grossissima richiesta. A luglio di quest’anno infatti Apple aveva accettato di pagare solamente 25 dollari ad ogni clienti statunitense interessato dal problema in passato; oltre agli iPhone 6 si parlava anche degli iPhone 7. Detto questo, la compagnia non ha mai confermato il problema legato alle batterie, ma ha sempre pagato semplicemente per evitarsi di doversi difendere in tribunale più e più volte. A questo giro potrebbe non succedere lo stesso visto le richieste altissime delle organizzatori per i consumatori europee, ma forse le diverse parti potrebbero venirsi incontro.