L’acquisto di una nuova auto costituisce sempre un momento importante nell’economia di un nucleo familiare o di un cittadino singolo. Che si tratti di una utilitaria o di un’auto di maggior impatto, rappresenta un punto di snodo per la vita di ognuno di noi, che realizza il sogno di un’indipendenza superiore negli spostamenti e nella gestione del proprio tempo.

Le operazioni indispensabili per arrivare a comprarla definitivamente, però, sono diverse e macchinose. Innumerevoli sono i documenti da presentare, in quanto le auto, come anche gli immobili, vengono considerate “bene di lusso”: in tal senso, il Fisco deve assicurarsi che la persona che sta provvedendo all’acquisto non solo possa permettersi di pagarla, ma anche di provvedere a tutte le necessità e agli obblighi che avere un’auto comporta (effettuare secondo i tempi previsti dalla legge revisione, bollo, assicurazione e quant’altro).

Il Fisco conosce se possiamo permetterci un’auto nuova

Per questo motivo, prima di procedere con l’acquisto, si deve compilare una trafila di documenti atti a informare sulla propria situazione economica, che il Fisco andrà poi a verificare.

Questa prima fase, in cui al cittadino viene sottoposto il questionario, può svolgersi anche presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate ed essere seguito da un colloquio.

Successivamente deve avvenire la comunicazione dell’imminente acquisto,  momento in cui le sedi competenti provvedono ad aggiornare il Pubblico registro automobilistico (Pra), collegato con l’Anagrafe tributaria – ossia un archivio a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

Nell’ultima fase, l’Agenzia delle Entrate valuta la situazione economica del richiedente tramite algoritmi che vanno a controllare l’effettiva corrispondenza tra quanto dichiarato al Fisco nella dichiarazione dei redditi e l’acquisto che si intende effettuare. Laddove vi sia uno scostamento di oltre il 20% rispetto ai dati attesi, l’ente può effettuare controlli più approfonditi per scovare eventuali irregolarità.