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Questa pandemia che così prepotentemente sta martoriando il nostro pianeta, ci sta ricordando quanto possiamo essere piccoli a confronto della natura e forse anche quanto in questi anni siamo stati ignoranti, concentrandoci si sulla scoperta di nuovi farmaci, vaccini e terapie innovative, tralasciando però un dettaglio a dir poco fondamentale, la prevenzione, arma indubbiamente potentissima nelle nostre mani che da sola può rendere disoccupati i tre presidi indicati precedentemente, un dettaglio a dir poco positivo.

Tutto ciò ovviamente ha mostrato come dal punto di vista del prevenire siamo più o meno al punto di partenza, come quando al mondo arrivo la prima grande pandemia di cui abbiamo memoria, quella di influenza spagnola che quasi decimò la popolazione mondiale in un colpo solo.

Ciò ovviamente pone al centro degli interrogativi un piccolo dettaglio che in questo contesto ha assunto un ruolo fondamentale, le mascherine funzionano davvero ? E se si, in che modo ? Proteggono noi o chi ci sta intorno ? Oggi come ai tempi della spagnola una risposta davvero reale non c’è.

Lo studio danese

Uno studio danese pubblicato su Annals of Internal Medicine, ha cercato di chiarire quale sia la reale efficacia delle mascherine nel proteggere chi le indossa, mostrando però dei risultati negativi, infatti secondo le stime, che li usa ha le stesse probabilità di ammalarsi di chi non le usa.

Lo studio si è svolto dunque in Danimarca in un periodo tra il 3 aprile e il 2 giugno, lasso di tempo in cui nel paese erano in vigore le stesse regole restrittive presenti in Italia con unica differenza nel non dover obbligatoriamente indossare le mascherine.

Dunque i ricercatori hanno deciso di reclutare 3.000 persone a cui hanno chiesto di svolgere le loro attività indossando con attenzione la mascherina e poi, altre 3.000 controllo a cui invece non è stato imposto nulla, semplicemente di vivere normalmente seguendo le leggi imposte nella nazione.

I ricercatori hanno poi fornito a tutti i soggetti un kit per il test sierologico da fare prima dell’inizio dello studio e uno per effettuare un auto-tampone per effettuare quello molecolare a fine studio.

I dati hanno mostrato che nel gruppo di soggetti controllo il tasso di infezione era del 2,1%, mentre in quello a cui era stata data la mascherina, il tasso di infetti era del 1,8%, una discrepanza che dal punto di vista statistico non è rilevante, poichè tenendo conto della deviazione standard di un possibile gruppo di dati, siamo comunque in linea del tasso di infezioni registrato in Danimarca che è del 2% della popolazione.