L’incubo di questi giorni per molti italiani è il ritorno del lockdown. La tanto temuta seconda ondata dell’epidemia Covid sta facendo sentire i suoi effetti anche nel nostro paese. I casi di positività dal virus sono in esponenziale aumento, secondo gli esperti. Al tempo stesso, anche il numero delle ospedalizzazioni, delle terapie intensive e dei decessi è in netta crescita.

 

Covid, non escluso il ritorno al lockdown: si guarda al 9 Novembre

L’ultimo DPCM varato domenica scorsa, proprio a causa della forte diffusione nazionale del Covid, ha già colpito numerosi settori produttivi. Dopo il coprifuoco per le 23 in molte città e regioni, bar e ristoranti dovranno chiudere le loro attività alle 18. Per piscine, palestre e centri benessere è scattata la chiusura generale.

Dopo queste norme già severe, il prossimo passo, in caso di ulteriori aumenti dei contagi, è il lockdown nazionale. A causa delle seconda ondata del Covid, già altri paesi come la Francia, l’Irlanda e la Germania hanno varato una chiusura generale delle attività produttive. Altre nazioni, come Spagna e Regno Unito, potrebbero unirsi a breve alla lista.

Allo stato attuale, il Governo – nonostante i numeri in continua crescita – è su una posizione attendista. L’intenzione è quella di valutare gli effetti della stretta data dall’ultimo DPCM, lasciando la possibilità alle Regioni più colpite di istituire zone rosse locali.

Laddove però i dati dovessero peggiorare (specie quelli per le terapie intensive), il progetto di lockdown è già pronto. La data chiave è quella del 9 Novembre, quando saranno trascorse due settimane dall’ultimo DPCM. Entro tale giorno si deciderà il destino del paese.

Il nuovo possibile lockdown dovrebbe seguire generalmente le indicazioni delle chiusure primaverili, con alcune possibili deroghe. Ad esempio, la Francia pur chiudendo i negozi e le attività commerciali al dettaglio, ha previsto il proseguo delle attività per le industrie, gli uffici pubblici, i trasporti e soprattutto per le scuole.