Scienza e Tecnologia

Il COVID-19 potrebbe essere arrivato dallo spazio, ecco perché

Il direttore dell’Istituto di biomedicina in carica all’Accademia nazionale russa delle scienze Vyacheslav Ilyin è stato intervistato da Sputnik. Durante questa intervista sono emersi dei temi molto interessanti, come ad esempio il modo in cui gli astronauti si proteggono quando emergono delle possibili patologie e se il COVID-19 sia davvero arrivato dallo spazio. Scopriamo di seguito maggiori dettagli a riguardo.

Covid-19 dallo spazio: la versione del direttore dell’istituto biomedico

La prima cosa di cui si parla nell’intervista è del fatto che ogni cosa che giunge nello spazio è sottoposta ad una specie di “quarantena planetaria“, ciò viene fatto al fine di proteggere gli altri pianeti da microrganismi terresti e la biosfera terrestre da possibili agenti patogeni i quali possono essere trasmissibili durante il rientro dallo spazio delle apparecchiature che erano prima in orbita.

Successivamente parla di un argomento molto interessante, ossia se il COVID-19 sia arrivato direttamente dallo spazio. Ciò sarebbe accaduto tramite un meteorite che si è schiantato sulla Cina ad ottobre.

Ha dichiarato Ilyin in merito alla questione: “Il Coronavirus può essere arrivato dallo spazio e per rispondere alla domanda è necessario condurre studi all’avanguardia

“, ha continuato dicendo “i DNA pseudovirali sono in grado di effettuare la sintesi durante lunghi voli spaziali? Riponiamo la nostra fiducia nell’esperimento che contiamo di condurre a bordo della navicella Bion-M n. 2. Il suo lancio è previsto per il 2023-2024. Nell’ambito dell’esperimento Meteorit sul lato esterno della navicella saranno applicate rocce che replicheranno la forma di un meteorite. Tali rocce presenteranno dei fori all’interno di quali saranno collocati batteri termofili, cioè in grado di resistere a temperature elevate. L’obiettivo principale dello studio è verificare se forme di vite possono essere trasferite dallo spazio alla terra. In linea teorica, il calore che si viene a creare in concomitanza del passaggio di un corpo ad alta velocità attraverso i densi strati atmosferici dovrebbe evitare che microorganismi estranei raggiungano la superficie terrestre”.

Ma oggi è protetto l’equipaggio della ISS contro il COVID? Sembra che i medici non hanno rilevato nessun elemento che può andare a disturbare l’equipaggio fino ad oggi. Se il virus si dovesse diffondere sulla Stazione Spaziale Internazionale comunque l’aerosol batterico sarebbe sicuramente più stabile che sulla Terra, secondo Ilyin.

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Pubblicato da
Christian Savino