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Sea Hero Quest, il videogioco che aiuta a diagnosticare l’Alzheimer

Vincitore di nove Leoni al Festival Internazionale della Creatività di Cannes; nominato nella categoria Game Beyond Entertainment dei British Academy Games Awards, per l’aver offerto un’esperienza che si spinge oltre il puro intrattenimento; nominato per il Coney Island Dreamland Award del New York Game Awards come il miglior gioco in realtà virtuale; e vincitore del premio dei Webby Awards per l’impatto sociale. E’ Sea Hero Quest, un videogioco progettato dalla Glitchers in collaborazione con l’Alzheimer’s Research UK, l’University College London e l’University of East Anglia e finanziato dalla Deutsche Telekom, al fine di aiutare i ricercatori e gli scienziati a diagnosticare precocemente la demenza.

Sea Hero Quest, il videogioco che aiuta a diagnosticare l’Alzheimer

Questo titolo, infatti, è stato realizzato per aiutare gli esperti a comprendere le capacità di navigazione spaziale, che è una delle prime capacità che si perde quando si soffre di demenza. Sea Hero Quest consiste in un viaggio in mare compiuto da un ragazzo nel tentativo di recuperare i ricordi che suo padre ha perduto. Il gioco è disponibile gratuitamente per i visori per la realtà virtuale di Facebook

ed è stato eseguito da oltre quattro milioni di persone, che hanno così contribuito allo studio sulla demenza più grande di tutti i tempi.

“Giocando a Sea Hero Quest per soli due minuti si genera una quantità di dati che gli scienziati raccoglierebbero in 5 ore di ricerca di laboratorio. Il tempo di gioco totale di Sea Hero Quest è stato di 117 ore, che equivalgono a 17.600 anni di ricerca. In base ai dati raccolti, i primi risultati dimostrano che le capacità di orientamento nello spazio iniziano a declinare a partire dai 19 anni e che esistono differenze fondamentali negli uomini e nelle donne. […] La natura intuitiva della versione in realtà virtuale ci consente di monitorare le reazioni più dettagliate e le minime sfumature, come il movimento oculare, oltre che di riprodurre esperimenti di laboratorio incredibilmente attendibili”.

Grazie a questo gioco, gli scienziati hanno scoperto che “le persone con un alto rischio genetico, i portatori del gene APOE4, hanno prodotto risultati peggiori nei compiti di navigazione, scegliendo percorsi meno efficienti per arrivare al loro obiettivo“.

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Pubblicato da
Raffaella Papa