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Xiaomi, una nuova versione MIUI risolverà il problema delle app vietate

Il governo indiano ha agito duramente con le società cinesi in questo periodo. Il governo, infatti, ha prima vietato alcune delle principali applicazioni cinesi e in seguito ha vietato anche l’importazione di TV LED completamente prodotte in Cina.

Si dice che il produttore cinese di smartphone Xiaomi sia stato fortemente influenzato da queste decisioni, oltre a TikTok. Molte applicazioni della scuderia di Xiaomi sono state bandite e poiché la società vende anche TV LED in India, ha avuto un impatto negativo anche su quel fronte.

Xiaomi rilascerà la nuova versione dell’OS a tutti gli utenti

Tuttavia, Xiaomi ha taciuto durante l’intero episodio di divieto di app e, mentre la società aveva dichiarato che avrebbe rispettato tutte le politiche normative locali, non ha chiarito la sua posizione sull’app bandita. Per ricordare, Realme è andato avanti e ha annunciato i suoi prossimi piani per il rilascio di nuovi device. Xiaomi, invece, è rimasta impassibile fino ad ora.

L’azienda ha finalmente parlato della vicenza dopo il recente divieto dell’applicazione Mi Browser. Il suo Global VP e India MD, Manu Kumar Jain, ha annunciato su Twitter che Xiaomi sta lavorando a una nuova versione di MIUI. Questo garantirà che l’OS sia conforme alle politiche del governo federale. Ha anche affermato che questa nuova versione verrà distribuita in modo graduale per tutti gli utenti.

La compagnia ha anche annunciato che Xiaomi non condivide i dati degli utenti in nessun luogo al di fuori dell’India. Per aderire alle norme locali sulla sicurezza dei dati e sulla privacy, tutti i dati degli utenti che l’azienda raccoglie vengono salvati sui server locali dal 2018. Inoltre, la società fa sapere che in futuro tutti gli smartphone Xiaomi avranno l’interfaccia utente aggiornata secondo le leggi locali. Tuttavia, progettare un nuovo software, testarlo e distribuirlo agli utenti  è un affare che richiede tempo e per questo Xiaomi ha ritardato l’annuncio dei suoi piani.

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Pubblicato da
Michele Ragone