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Telefonini da cassetto: quelli anni 90 valgono mille euro alle aste

Possedere dei vecchi telefonini ed avere gli stessi stipati in alcuni cassetti non è raro come potrebbe sembrare; col passare degli anni, infatti, il susseguirsi di nuove uscite e novità tecnologiche ha portato sempre più utenti ad effettuare quei cambi generazionali di cui tanto si sente parlare… Ma quei telefonini obsoleti che fine fanno?

Grazie al mercato del collezionismo, ultimamente gli esemplari più vecchi hanno scoperto una nuova vita: tra aste e ricerche, infatti, la possibilità di disfarsi di un vecchio ricordo ora ha valenza economica, in alcuni casi quest’ultima è persino alta.

Telefonini da rivendita: i primi esemplari sono quelli che valgono di più

Un piccolo settore del collezionismo, dunque, ha trovato nei telefonini un interesse sempre più crescente che ha portato, oggi, molti modelli a valere diverse centinaia di euro. 

Rivenduti alle aste, dunque, i cellulari possono riscuotere offerte contrastanti e che variano in base a dei fattori predeterminati. Anzitutto, per poter ottenere il massimo da una vendita, il cellulare presentato deve essere rilevante agli occhi del collezionista: di modelli ne esistono a migliaia, ma solo alcuni sono altamente ricercati; secondariamente, un ruolo altrettanto importante è costituito dallo stato di conservazione del cellulare: più questo sarà immacolato e privo di graffi o difetti e più varrà.

Negli ultimi anni, i guadagni che sono stati strappati alle aste sono stati discreti: i modelli risalenti ai primi anni novanta, ad esempio, sono arrivati a toccare i mille euro: cifre con cui oggi si può acquistare uno smartphone di ultima generazione ad occhi chiusi.

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Pubblicato da
Paola Carioti