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Ancora una volta Apple si deve difendere, anche se a sto giro l’accusa risulta essere molto grave. Un giudice federale sta di fatto chiedendo al colosso di fare parte della causa, di rispondere. Il motivo riguarda la possibilità omissione della condivisione dei dati in merito alla caduta della domanda degli iPhone in Cina.

Questa omissione dichiarata fraudolenta ha di fatto portato alla perdita di decine di miliardi di dollari da parte degli investitori che non erano a conoscenza di questa situazione. Apple ovviamente respinge le accuse.

Il giudice federale, in questa accusa, fa riferimento a una chiamata fatta da un analista che è uscita poco prima che Apple stessa dicesse di rallentare la produzione di iPhone. Questa frenata risale a novembre del 2018 e l’analisi era uscita il primo del mese.

 

Apple accusata di aver nascosto dati importanti

Le parole del giudice in questione: “In assenza di un disastro naturale o di altre ragioni che si verificano, è semplicemente plausibile che Cook non avrebbe saputo che la domanda di iPhone in Cina stava calando pochi giorni prima di tagliare le linee di produzione. La sospensione delle vendite di unità di iPhone suggerisce plausibilmente che gli imputati si aspettavano che le vendite di unità diminuissero”.

Se il giudice ha avvallato la denuncia, chi la mossa è un Sistema pensionistico dei dipendenti dello stato del Rhode Island. È stata mossa il 2 gennaio del 2019 e fa riferimento alla revisione di un guadagno trimestrale che è stato abbassato di ben 9 miliardi dollari; non era mai successo che la compagnia ridimensionasse così tanti i profitti.