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WhatsApp: la truffa sfrutta il COVID, in regalo 500 euro per gli utenti

WhatsApp è una di quelle applicazioni che hanno consentito agli utenti di poter ovviare in un certo qual modo all’emergenza indotta dal COVID. Tutti coloro che sono rimasti distanti in maniera forzata, hanno potuto abbreviare qualsiasi distanza con una chiamata o con una videochiamata.

Queste però sono solo alcune delle funzioni WhatsApp permette di avere, visto che l’obiettivo dell’App è quello di tenere in contatto quante più persone anche con i messaggi. Questo avviene soprattutto con le catene di Sant’Antonio, le quali risultano uno dei mezzi di diffusione più prolifici in assoluto. In questo caso qualcuno avrebbe ricevuto notizia di un buono da 500 € da parte della nota catena di supermercati Esselunga, ma ci sarebbero alcune precisazioni da fare.

 

WhatsApp: il buono di 500 € da parte di Esselunga è una bufala, la catena interviene a smentire

Sfruttando il coronavirus, qualcuno si sarebbe divertito a mettere in giro su WhatsApp la voce che Esselunga starebbe regalando un buono

da 500 €. L’azienda ha preferito esprimersi in merito alla situazione ovviamente smentendo il tutto:

“Segnaliamo che negli ultimi giorni sono pervenute numerose segnalazioni circa la ricezione di messaggi che promettono falsi buoni spesa. Ti ricordiamo che l’invio di tali messaggi esula da ogni possibile forma di controllo da parte di Esselunga e che eventuali concorsi o operazioni a premi promossi da Esselunga vengono diffusi esclusivamente attraverso i canali ufficiali dell’azienda.”

“Noti anche come phishing, sono sempre più diffusi e mirano a rubare informazioni o addirittura denaro. Spesso il messaggio contiene l’invito a cliccare su un link che rimanda a un sito creato al solo scopo di carpire informazioni personali. A volte possono essere richieste false autorizzazioni al trattamento dei dati personali inseriti o l’invito a richiedere un fantomatico premio: tali richieste in realtà attivano l’adesione a servizi a pagamento non richiesti”.

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Pubblicato da
Felice Galluccio