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Due degli argomenti maggiormente discussi del momento sono sicuramente il 5G e il DVBT2, due nuovi standard di trasmissione dati che presto diventeranno una costante nella nostra vita, di cui il primo riguarda le reti internet mobili e il secondo invece le trasmissioni televisive.

Per quanto riguarda il DVBT2, parliamo di un nuovo standard per le telecomunicazioni, in particolare video, che entrerà in vigore in tutta Italia entro il 2022, questo nuova modalità di trasmissione digitale terrestre consentirà un miglioramento generale dell’esperienza televisiva dal momento che permetterà trasmissioni di elevata qualità fino ad una risoluzione 8K.

Il 5G invece è un nuovo standard di rete per la trasmissione dati mobile, evoluzione del 4G LTE e funzionante su alte frequenze in 3 bande, 700Mhz, 3700Mhz e 26Ghz, le quali abbinate ad una nuova architettura di rete, permetteranno una latenza di 1ms e velocità in download nell’ordine dei Gbps.

Proprio quest’ultimo ha subito una serie di dibattiti in merito alla sua sicurezza, dal momento che in molti temono possibili ripercussioni sulla salute dovute alla lunga esposizione alle alte frequenze.

L’avvento del DVBT2 e l’accensione del 5G fugano ogni pericolo

Queste paure sono però infondate, dal momento che seguendo la scaletta di cambiamenti che avverranno nel corso di questi anni si può ben capire come il 5G in realtà non è pericoloso.

Infatti con l’inesorabile avvento del DVBT2 le varie emittenti televisive stanno pian piano liberando le vecchie frequenze, che verranno poi concesse ai provider telefonici per accendere le trasmissioni 5G.

Da qui si intuisce come il 5G per funzionare adopererà le vecchie frequenze televisive che con l’avvento del DVBT2 verranno liberate, quindi è logico pensare che quelle stesse frequenze che non hanno causato problemi prima, non dovrebbero assolutamente causare problemi dopo, indipendentemente che siano usate per il digitale terrestre o per il 5G.

Ecco dunque perchè non bisogna aver paura della nuova rete 5G, dal momento che le onde elettromagnetiche su cui basa il proprio funzionamento erano già presenti prima e non hanno provocato nessun problema di salute agli utenti.