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Conti Correnti: Italiani come formichine, soldi sul conto e niente rischi

Secondo una ricerca svolta dalla Wealth Insights, azienda che si occupa di previsioni su investimenti e ricchezza delle famiglie, gli italiani si sentono più al sicuro lasciando la propria liquidità sui conti correnti. Dunque, tutto ciò che i cittadini del nostro Paese non utilizzano in spese fisse, sono immobilizzati in risparmi e non in investimenti.

L’emergenza sanitaria non ha fatto altro che rafforzare l’atteggiamento da “formica” degli italiani e oggi più che mai si sente il bisogno di mettere da parte, in previsione di un futuro incerto. Secondo il sondaggio che Wealth Insights ha realizzato tra l’11 ed il 18 marzo 2020, una famiglia su due vuole disporre delle propria liquidità senza fare investimenti rischiosi.

L’industria del risparmio aiuterà l’economia a ripartire nella fase post emergenza?

La resilienza degli italiani, intesa come la volontà di utilizzare i risparmi per parare il colpo di una crisi economica

certa, produrrà inevitabilmente effetti positivi e negativi al tempo stesso. Da una parte, accantonare la liquidità nei conti correnti aiuterà le famiglie italiane a veder crescere i propri risparmi in futuro. Si stima che nel 2022 si potrebbe arrivare a quota 105 miliardi in più sui conti e sui depositi. Una cifra davvero molto importante. Di questa liquidità, una parte sarà immobilizzata come risparmio vincolato in banca ed una parte finirà in polizze o andrà ad aumentare il premio di quelle già in corso.

Se questo trend dovesse permanere nel tempo, si osserverà tuttavia una inevitabile inflessione del mercato che in assenza di grandi investimenti tenderebbe a ristagnare. L’assenza di una domanda importante bloccherebbe l’offerta con un conseguente arresto delle produzioni. Il mercato si ritroverebbe così a bloccare il colpo di una violenta crisi economica: le famiglie continuerebbero ad essere proprietarie di una modesta ricchezza, ma il suo scarso investimento produrrebbe il rallentamento economico di un intero Paese.

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Pubblicato da
Redazione