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Da qualche settimana c’è stato l’annuncio di Google e Apple circa la loro collaborazione per perfezionare un sistema che si serve della tecnologia Bluetooth per aiutare a ridurre la diffusione del virus. Questo è il primo passo orientato ad avere l’integrazione di strumenti di notifica legati al contact tracing. Ora le aziende sono scese nel dettaglio rendendo disponibili ulteriori informazioni.

Uno dei temi importanti che riguardano la collaborazione è la privacy. Le due società hanno intenzione di dedicare un’API (application programming interfaces) per far sì che i dati degli utenti siano protetti. Solo le autorità sanitarie possono avere accesso a questo programma.

 

Contact tracing: il funzionamento integrale del sistema

Inoltre, per far sì che non ci siano abusi nell’utilizzo del servizio, dovrà essere necessaria una specie di approvazione per la dichiarazione di positività: sarà rilasciato un codice univoco dalle autorità competenti. Il codice in questione sarà alfanumerico o un QR code, senza di esso nessuna operazione può essere messa in atto.

Un’altra cosa importante del progetto è l’impegno che hanno preso le società ad interrompere il programma quando non sarà più utile. Così facendo, il sistema di tracking non continuerà a funzionare a vuoto.

Un applicazione dedicata, che in Italia prende il nome di “Immuni“, potrà far funzionare questo nuovo sistema al fine di raccogliere i dati trasmessi dal Bluetooth e inviare la notifica nel caso in cui siamo vicini a soggetti positivi.

La prima versione dell’API è disponibile per le autorità competenti da ieri. Per gli utenti iOS è disponibile tramite un aggiornamento del sistema. Per gli utenti Android il servizio sarà implementato tramite un aggiornamento di Google Play Services.
Infine, il sistema è stato creato in modo che nessuna delle due società tra Apple e Google può avere accesso ai dati. Ma a quanto pare non c’è nessuna garanzia che questo non accada.