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Si dicono molte cose sugli smartphone. Le fake news sono un male assoluto e rischiano di causare allarmismi inutili. Possono causare una grave disinformazione tra tutti coloro che, senza indagare, credono subito a quello che leggono sul web senza verificarne la validità. Questo problema esiste sempre, tuttavia, ora più che mai, false notizie sulla pericolosità di smartphone e 5G in relazione alla propria salute sono molto gravi e creano solo caos e ulteriori danni. Fino a poco tempo fa, la paura più grande che si poteva avere in relazione ai propri dispositivi era che le radiazioni emesse potessero causare tumori. Ora siamo arrivati a ben peggio: esistono persone che credono alla falsa notizia che la rete 5G sia la causa del coronavirus. Cerchiamo di fare chiarezza su entrambe le questioni.

Smartphone, tumori, coronavirus e 5G: quanto c’è di vero e quanto, invece, di falso

Andiamo in ordine cronologico. Tempo fa in Italia è accaduta una cosa: la Corte d’Appello di Torino ha concesso un grosso risarcimento al dipendente di una grande azienda il quale, dopo migliaia di ore di lavoro passate allo smartphone, ha sviluppato una particolare forma di tumore chiamata neurinoma. Secondo la Corte d’Appello, è stato proprio l’utilizzo smodato del device a causare questo tumore. Ora, è vero che gli smartphone emettono radiazioni e che una esposizione prolungata ad esse può essere dannosa e rimane sconsigliata. Tuttavia di recente la Food and Drug Administration, meglio nota come FDA, redatto un nuovo rapporto che si basa sui dati degli ultimi 11 anni.

Questo rapporto, sostiene che al momento attuale non ci sono delle prove concrete o realmente plausibile su una reale correlazione tra i tumori le radiazioni degli smartphone. Detto questo, rimane un bene proteggersi ed evitare un abuso del cellulare per questo e un milione di altri motivi. La prevenzione è sempre bene farla, ma chiunque abbia pubblicato articoli che affermano con assoluta certezza che questa notizia sia reale, non lo hanno fatto con cognizione di causa.

Veniamo adesso alla teoria che il Coronavirus sia causato dalla rete 5G. Per quanto sia assurdo anche solo doverlo spiegare, è piuttosto improbabile che delle radiazioni possano causare una malattia virale di quel tipo. Di per sé, una spiegazione simile dovrebbe essere sufficiente. Tuttavia, vogliamo spiegarvi in che modo questa notizia abbia iniziato a circolare e per quale motivo si è pensato che fosse credibile. Per chi non lo sapesse, tutto è partito da un semplice Tweet. Il problema, non è tanto il Tweet in sé e per sé, ma chi sia stato a pubblicarlo: stiamo parlando di Gunter Pauli. Quest’uomo infatti, non è una persona qualunque ma è il consigliere economico di Giuseppe Conte ed è incredibile pensare con quanta leggerezza si sia lasciato andare a simili illazioni sulla base di nulla. Nel suo messaggio, Pauli ha scritto le seguenti parole: La scienza deve dimostrare e spiegare la causa è l’effetto. Ma la scienza prima osserva le correlazioni: fenomeni che sono apparentemente associati. Applichiamo la logica della scienza. Qual è stata la prima città almondo coperta dal 5G? Wuhan! E qual è la prima regione 5G d’Europa? Il Nord Italia.

Leggere un Tweet del genere da una persona scelta dal Presidente del Consiglio come Consigliere Economico, lascerebbe immaginare a molti una certa affidabilità. Purtroppo però non è così, e Paoli ha pubblicato queste parole senza avere la minima prova. Il tutto proprio mentre un decreto emesso poco tempo fa ha spinto le attività che coinvolgono lo sviluppo della banda ultralarga a continuare a causa della grande necessità che abbiamo al momento la connessione di rete. Pertanto, ricordatevi sempre che non importa dove leggiate qualcosa, poiché se mancano le fonti, non può essere considerata valida. E questo vale sempre, per qualunque cosa.