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Fermare il Coronavirus con un’app: il governo cerca soluzioni

In questo momento difficile dove tutti dovremmo rispettare le norme per poter tornare il più presto possibile a diffondere amore, vi è ancora chi si finge ignaro del grande problema mondiale. Ci sono persone che, nonostante le mille raccomandazioni, continuano ad uscire imperterrite e noncuranti dei danni che potrebbero causare.

Il COVID-19 è un virus che si estende con molta facilità e può arrivare nei corpi di adulti e bambini attraverso naso, bocca ed occhi. Dunque, se la sua diffusione è causata dal contatto e dalla trasmissione, perché non si rimane a casa?

Proprio per questo è nato un modo per controllare chi segue le regole imposte e chi invece le ignora. 

In alcuni Paesi sono già arrivati dei servizi di intelligence Shin Bet come è avvenuto per esempio ad Israele. Essi consistono in un sistema di controllo che rileva gli spostamenti dei cittadini positivi.

Lo stesso hanno fatto la Cina e la Corea del Sud. Quest’ultime hanno creato un’app che consiste nel contact tracing

dove è possibile rilevare gli utenti che hanno avuto contatti con una persona positiva al Coronavirus. In questo modo essi possono isolarsi ed essere controllati con un tampone per tempo. La tecnologia tutt’ora contribuisce a farlo anche con droni e videocamere con sistema in grado di riconoscere il viso e di conseguenza verificare se è stata usata la mascherina.

Fermare il Coronavirus con un’app: il contact tracing arriverà a breve anche in Italia?

Il contact tracing dunque è la miglior soluzione per stroncare il tanto odiato virus. L’Italia però non ha ancora attuato questa strategia per un problema che risulterebbe comune: la privacy.

Per accelerare i tempi, la ministra Piasano, da martedì 24 marzo (ore 9) a giovedì 26 marzo (ore 13) ha permesso e continuerà ad accettare le proposte di tutti i soggetti pubblici e privati che hanno in serbo una soluzione valida al problema. Tutto questo è possibile sul sito del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

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Pubblicato da
Melany Alteri