bitcoin

Nonostante vi parliamo anche noi quasi sempre del valore del Bitcoin, in pochi sanno che il mining di questa tecnologia digitale è legato a doppio filo al consumo di elettricità. Infatti abbiamo tutti imparato che l’estrazione per mezzo di complesse operazioni matematiche atte a creare Bitcoin sia parecchio dispendiosa dal punto di vista energetico. Ma ormai la gestione di questa criptovaluta comincia a pesare più del previsto.

Il network cresce di dimensioni in maniera costante e si suppone che allo stato attuale  l’elettricità necessaria per alimentare nuove operazioni di estrazione della moneta supererà nettamente l’odierno picco del 4% nella richiesta globale di corrente. Un nostro vecchio articolo parlava di come a conti fatti il mining del Bitcoin pesasse quanto il consumo energetico di tutta la Svizzera in un anno: 58,93 TeraWatt/h.

 

Bitcoin in crescita ma la criptovaluta consuma troppa energia

Eppure i primi esperimenti di mining erano relativamente semplici, tanto che in molti si sono arricchiti nel creare Bitcoin su un qualsiasi computer dotato di un processore di fascia media. Ma man mano che il trend è cresciuto, l’estrazione matematica della moneta digitale è diventata sempre più complessa tanto da richiedere computer speciali o l’affitto di potenti data center che potessero soddisfare i calcoli matematici.

Bitcoin sta pian piano modificando il nostro sistema economico, ma non solo dal punto di vista squisitamente finanziario quanto per la capacità di impattare le economie mondiali. L’uso e la produzione di criptovalute sta inoltre generando ancor di più effetti di digital divide tra le popolazioni, poiché solo 4 miliardi usano internet mentre gli altri rimangono fuori da questo tipo di economia.

Di certo il Bitcoin ha ancora molta strada da fare per saturare il mercato, ma il suo “status sociale” sarà presto importante tanto quanto divenne “internet” ed è difficile immaginare che si tratti di qualcosa che possa svanire da un momento all’altro dalla nostra società.