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DVB-T2 è ufficiale: bisogna cambiare TV e Decoder immediatamente

Tutto è pronto per l’arrivo del 5G in Italia nei prossimi giorni con i principali operatori di telefonia italiana, ma non solo. Sembra che lo standard per le telecomunicazioni comporterà – per via del cambio di frequenze – anche una modifica a quelle per la trasmissione del segnale audiovideo. Il DVB-T2 garantirà maggiore qualità e numerosi canali aggiuntivi, tutti in altissima risoluzione grazie al nuovo codec HEVC.

I cittadini devono quindi essere pronti ed aggiornati per affrontare al meglio questi cambiamenti. Sul versante 5G c’è infatti tempo: le prime tariffe stanno arrivando ora sul mercato con Tim e Vodafone, ma mancano all’appello ancora diversi smartphone che possano supportare la tecnologia. Pensiamo ad Apple che non ha nessun modello di iPhone con il modem per la nuova rete integrato.

Sul lato televisivo le cose cambiano. Tutti coloro che hanno acquistato una TV prima del 1 Gennaio 2017 dovranno prepararsi all’esborso per un nuovo modem o una televisione di ultima generazione che supporti l’H265. Chi vorrà continuare a guardare i canali Rai

e Mediaset infatti, dovrà prepararsi celermente, in quanto lo “switch” è appena iniziato.

Abbiamo scritto il 1 Gennaio 2017 in quanto i produttori di televisori sono stati obbligati ad introdurre il codec di ultima generazione negli stessi, al fine di essere commercializzati nel mondo. Lo standard per la compressione video (già presente su numerosi device, come gli iPhone per esempio) è stato approvato il 25 Gennaio 2013.

 

DVB-T2: quando arriverà sul territorio italiano?

 

Il cambio di frequenze per la trasmissione del segnale audiovideo avverrà gradualmente sul territorio italiano. Si partirà con le prime Regioni come Toscana, Liguria, Sardegna, Campania, Lazio e Umbria dal mese corrente, per arrivare poi verso la metà dell’anno con il Trentino, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta. Nel prossimo anno invece toccherà a diverse città della Calabria e alla Sicilia. Infine, da Luglio 2021 ci sarà lo switch finale per tutte le restanti Regioni come le Marche, Emilia Romagna, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Friuli e Molise.

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Pubblicato da
Manuel De Pandis