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L’UE ha messo nel mirino le tecnologie di riconoscimento facciale

Apparentemente l’Unione Europea si sta al momento concentrando una tecnologia particolare che negli ultimi ha sempre preso più piede. Si tratta di una tecnologia ormai sempre più diffusa, sopratutto tra gli smartphone. Ovviamente si tratta di una nuova potenziale minaccia alla privacy degli utenti. Ogni nuova tecnologia che diventa di uso e consumo di massa diventa spesso anche un potenziale pericolo. Per questo motivo l’UE ha deciso di cercare di agire in fretta interrogandosi sul riconoscimento facciale.

La temporanea pezza che le autorità sembrano voler mettere prima di raggiungere conoscenze più ampie e “imporre un divieto dell’utilizzo del riconoscimento facciale da parte di attori pubblici o privati negli spazi pubblici”. Si tratta di uno stralcio di un documento trapelato della Commissione europea sull’intelligenza artificiale. Questo fantomatico periodo temporaneo potrebbe partire dai tre anni

e arrivare a durarne persino cinque.

 

L’Unione Europea e il riconoscimento facciale

Si tratta di un periodo particolarmente lungo che potrebbe andare a interessare anche possibilità che non c’entrano nulla. Per questo motivo stanno anche studiano delle eventuali eccezioni. Ci sono molti aspetti che preoccupano la commissione. Oltre alla privacy, si tratta alla fine di altri dati che possono venir rubati da malintenzionati per poi essere usati per altri scopi, si guarda con occhio sospetto al sistema di punteggio sociale del governo cinese.

Quest’ultimo è visto come una forma di controllo particolarmente distopica. Effettivamente essere riconosciuti continuamente da software quando di passeggia per le strade è qualcosa di inquietante. In ogni caso, la discussione in merito a un eventuale provvedimento ci sarà a febbraio.

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Pubblicato da
Giacomo Ampollini