Il 2020 non si apre con buone notizie per i viaggiatori, soprattutto coloro che utilizzano mobilità su strada per lavorare o per raggiungere il posto del proprio impiego, che si vedono dunque costretti ad utilizzare ogni giorno un mezzo privato.

A partire da quest’anno, infatti, la rete carburanti italiana sembrerebbe avere in programma un rialzo, dopo esserci lasciati alle spalle le festività natalizie. In particolare, ad essere interessati dal rincaro saranno Eni, Tamoil, IP e Q8.

A dirlo, Quotidiano Energia, che stima i rialzi per ciascuna delle società in questione prevedendo l’aumento di Eni su Gpl (+2 cent), Tamoil su diesel (+1 cent) e Gpl (+2 cent) e IP, Italiana Petroli e Q8 su tutti e tre i prodotti (+1 cent).

I rincari sembrerebbero dovuti, ad una prima ragione, alle tensioni che hanno animato i rapporti USA – Iran in questi giorni. D’altra parte, sembrerebbe che il tutto si sia risolto in un nulla di fatto, con Trump che avrebbe così riaffermato i propri rapporti con il Medio-Oriente e al tempo stesso l’Iran che avrebbe sfruttato l’occasione per dar sfogo al malcontento della propria popolazione riguardo la gestione dei rapporti con l’Occidente.

Rincaro sui prezzi di benzina, diesel e Gpl: quanto dovranno ancora pagare gli italiani?

Al momento, d’altra parte, la situazione sembrerebbe stabile sul territorio nazionale. Le previsioni d’aumento non hanno ancora colpito tutte le regioni italiane. Ad affermarlo sono i gestori dell’Osservaprezzi carburanti, che assicurano differenze minime con il prezzo medio attualmente praticato, in modalità self, per la benzina che corrisponde a 1,593 al litro, mentre per il diesel si parla di 1,487 al litro. Per il servito, il costo aumenta di circa 1,30 euro al litro per la benzina e 1,40 euro al litro per il diesel.