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Smartphone in carica di notte: i pericoli per utenti e batterie

Arriva la fine dell’anno, ed è immancabilmente tempo di bilanci e buoni propositi per l’anno nuovo. Immancabilmente, ci si ritrova dunque a fare una review delle circostanze occorse durante i mesi precedenti, nonché delle abitudini che puntualmente ci ripromettiamo di migliorare.

Nel marasma di pensieri e azioni quotidiane, può dunque venire il dubbio se le proprie consuetudini siano realmente vantaggiose o se siano semplicemente riti consolidati che non sono mai stati messi in discussione.

Uno dei dubbi che potrebbe ad esempio emergere riguarda la ricarica notturna degli smartphone. Alle volte ci è capitato di sentir dire che la batteria potrebbe addirittura esplodere, se sottoposta ad un flusso di corrente continuo e ininterrotto per diverse ore. Ma quanto è fondato questo timore?

Smartphone in carica di notte, sfatiamo questo mito

Anzitutto, è necessario specificare in cosa consiste il principio di funzionamento della carica di uno smartphone che resti collegato alla presa per diverse ore. Il flusso di corrente è continuo fino a quando la batteria non raggiunge il 100% di ricarica

. Una volta arrivato al massimo, la ricarica si arresta fino a che la batteria non sta per scendere nuovamente al 99%: a quel punto il flusso di corrente riprende per riportarlo al 100%.

Quanto influisce dunque mettere lo smartphone in carica di notte? In realtà, molto poco. Grazie al chip di ricarica intelligente, ormai montato anche sui telefoni di fascia medio-bassa, come abbiamo descritto non vi è in realtà un flusso ininterrotto di corrente che possa andare a sovraccaricare la batteria. Né tantomeno farla esplodere.

Appare chiaro però che questo on/off, che si sussegue diverse volte durante l’intera notte, nel lungo termine potrebbe usurare, anche se in minima parte, la batteria. E’ importante infatti ricordare che gli smartphone hanno un numero limitato di cicli di ricarica.

Per questo motivo sarebbe preferibile non lasciare lo smartphone in carica tutta la notte, benché gli effetti non siano evidenti ma agiscano come ogni altra forma di utilizzo “stressante” sulla durata della batteria.

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Pubblicato da
Monica Palmisano