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Spotify: attenzione alla nuova email che può prosciugare i conti correnti

Spotify già da qualche giorno sembra essere nel mirino di cyber-criminali che stanno sfruttando il nome della nota app per diffondere i soliti attacchi phishing attraverso un’email che può prosciugare le carte di credito. L’oggetto della comunicazione segnala un pagamento non riuscito. Come sempre, propone l’inserimento delle credenziali che permettono di accedere alle carte di credito e ai conti correnti. Scopriamo i dettagli del nuovo tentativo di frode e come difendersi tutelando i propri risparmi.

Phishing ai danni dei clienti Spotify: nuova email mira ai loro risparmi!

I tentativi di phishing sono in continuo aumento e i cyber-criminali stanno utilizzando quanti più espedienti, perfezionando le email tramite cui attaccano gli utenti, al fine di ottenere più vittime possibili. Il pericolo celato dalle comunicazioni phishing non va sottovalutato. Ad essere a rischio non sono soltanto i dati ma, in molte occasioni, anche il denaro presente su carte di credito e conti correnti. Dunque, si tratta di vere e proprie truffe online

da affrontare senza timore così da avere la possibilità di stroncarle prima che possano creare problemi.

L’email che sta circolando a nome di Spotify mira soprattutto ai clienti Premium. Gli utenti ricevono il messaggio che li informa di aver riscontrato problemi nel pagamento del mensile e quindi di dover rinnovare l’abbonamento. A tal fine sono invitati a cliccare e inserire i dati della carta di credito così da avere la possibilità di continuare ad utilizzare l’app senza alcun limite. In realtà la pagina a cui vengono indirizzati è soltanto un clone. I dati inseriti sono inviati automaticamente ai malfattori che, non appena ricevono quanto richiesto, portano a termine l’inganno svuotando carte e conti. 

Anche questa volta, dunque, è opportuno prestare attenzione ai dettagli ed evitare di fornire dati sensibili in pagine fornite da terze parti. In caso di dubbi è bene consultare l’app senza effettuare l’accesso attraverso link ricevuti tramite email sospette.

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Pubblicato da
Giorgia Leanza