nintendo playstation

Tutti ormai conoscono la storia della prima PlayStation a firma Sony, che nel lontano 1994 rivoluzionò il mercato delle home console in maniera definitiva. Ma prima che conoscessimo il mito, nei negozi doveva arrivare un prototipo di hardware a firma Nintendo con cui Sony aveva impostato una partnership a scopi commerciali. La piattaforma aveva anche una sorta di nome di battesimo mai ufficializzato: parliamo di “Nintendo Play Station” ma tale non vide mail la luce per la fine della collaborazione fra le due società.

Ma in pochi sanno che esiste un prototipo funzionante della macchina, in possesso di un uomo chiamato Terry Diebold che nel lontano 2009 vinse ad un’asta numerosi oggetti abbandonati in un garage di un ex dirigente Sony. Fu solo però grazie al figlio di Diebold nel 2015 che Terry scoprì il reale valore dell’oggetto.

 

Nintendo Play Station: all’asta una console Sony mai commercializzata

Dopo qualche anno di ripensamenti, Terry si è finalmente deciso a smettere di parlarne con la stampa e vuole monetizzare la vendita della Nintendo Play Station a un’asta che, siamo sicuri, sarà parecchio affollata. Il perché risiede nel fatto che è quasi un pezzo unico nel suo genere, e Terry ha deciso di lasciare perdere eventi e convention per far girare la notizia. È ora di vendere.

In una mail diretta al portale di gaming Kotaku, Diebold ha dichiarato:non posso continuare a perdere soldi. Ho investito molto in questo progetto, viaggiando ovunque e non mi è tornato nulla in tasca. Ogni viaggio che abbiamo fatto con la console ci è costato soldi di tasta nostra“.

L’asta partirà il prossimo 27 febbraio 2020 e, secondo l’advisor Heritage Auctions la console non avrà nemmeno bisogno di un’offerta con prezzo di riserva in quanto la cifra finale sarà veramente elevata. Sappiamo che sono i soldi ciò che interessa a Terry e suo figlio, e pare che i due abbiano rifiutato un’offerta da 1,2 milioni di dollari proveniente dalla Norvegia.

Ma secondo voi a che prezzo verrà venduta questa strana Play Station? Non ci resta che aspettare e sperare che il futuro possessore non la chiuda in un caveau lontano da tutti.