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Attenti agli SMS: scoperta una vulnerabilità su Tim, Wind e Vodafone

Gli SMS sono stata la forma di comunicazione più utilizzata prima dell’avvento della messaggistica istantanea. WhatsApp e Telegram hanno infatti surclassato completamente questa tecnologia del passato.

Recentemente Google ha presentato al mondo l’antagonista delle app sopra citate, riprendendo gli SMS e potenziandoli con nuove fantastiche funzionalità. Gli SMS 2.0 sono infatti basati su protocollo RCS, che presenterebbe però una falla che metterebbe a rischio i dati degli utenti.

Attenti agli SMS: i rischi della vulnerabilità del protocollo RCS

A fare la scoperta del problema sono stati i ricercatori di SRLabs, che hanno subito messo in allarme il colosso di Mountain View. Google sta infatti investendo moltissime risorse negli SMS 2.0 e nel suo protocollo RCS. L’obbiettivo dell’azienda era quello di rilanciare la vecchia tecnologia, rendendola però più “smart”.

Grazie al nuovo sistema di comunicazione è infatti possibile inviare qualsiasi tipo di file, dalle immagini ai documenti. Sono presenti anche le spunte e l’indicazione della digitazione

in tempo reale. L’unica differenza con applicazioni come WhatsApp è solo nella crittografia. Gli SMS 2.0 non utilizzano infatti la protezione dei dati con tecnologia “end-to-end“.

Nonostante questo abbia destato notevoli preoccupazioni da parte di molti sviluppatori, non è il vero e proprio problema. La vulnerabilità del protocollo verrà svelata la settimana prossima, nel corso della conferenza tra GSMA e gli esperti di sicurezza informatica. Fortunatamente il protocollo RCS non è ancora stato implementato in tutto il mondo, aspetto che sta sensibilmente limitando i danni.

La falla presente nel sistema di trasmissione permette agli hacker di accedere alla posizione del dispositivo e di sottrarre dati personali come messaggi e chiamate. Inoltre il rischio potrebbe essere quello di un uso indebito del numero di telefono del malcapitato. Per il momento consigliamo di evitare gli SMS 2.0 e ci auguriamo che Google possa rapidamente risolvere il problema in vista del lancio globale.

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Pubblicato da
Niccolò Marrocco