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Il Canone Rai è una di quelle tasse che non è mai andata giù agli italiani che in molti casi negli anni hanno anche provato ad evaderla. L’abolizione potrebbe essere vicina, Maria Laura Paxia del M5s avrebbe infatti depositato recentemente una proposta di legge. All’interno della stessa sono inoltre contenute delle modifiche da apportare alle pubblicità, andando a modificarne l’affollamento, così come avviene ad oggi sulle televisioni private.

In un ottica di competitività la Rai dovrà quindi adeguarsi alla concorrenza, evitando di sperperare i soldi dei contribuenti per finanziare costi e stipendi elevati. Rimodulando gli spot si potrebbero notevolmente abbattere i costi, come affermato più volte dalla parlamentare.

Canone Rai: i dettagli della proposta di abolizione presentata

Nella proposta si parla ovviamente di sostituire il Canone Rai con un semplice gettito. Questo dovrebbe essere sufficiente a coprire le spese di una buona programmazione, ma evitare gli sprechi. Questa “sovvenzione” potrebbe giungere al 40% dalle varie imposte sui servizi digitali, al 20% dalla tassa sui guadagni delle radio e 10% sulle emittenti a pagamento.

Secondo la deputata la Rai dovrebbe adeguarsi agli standard europei, cambiando rotta a favore di un futuro senza sprechi. Rimarrebbe comunque un sostentamento più che sufficiente ed in grado di garantire ottime entrate. I guadagni delle pubblicità e qualche altra accortezza permetterebbero indubbiamente di eliminare la tassa.

Tra gli oppositori della manovra troviamo l’Associazione Diritti Utenti e Consumatori, che ha affermato di sentirsi presa in giro. L’Aduc ha infatti affermato: “un artefizio contabile per far meglio digerire l’amara pillola ai contribuenti” e continuando: “non tanto perché il contribuente medio italiano in genere si sente estraneo alle tasse, ma perché nello specifico si tratta solo di chiamare in altro modo la stessa cosa, prelevando in modo meno evidente al contribuente i soldi per pagare il servizio pubblico radiotelevisivo e, di fatto, farsi paladini dell’abolizione dell’imposta più odiata dagli italiani”.

Probabilmente la proposta effettuata a fine anni ’90 per una privatizzazione della Rai non era poi così sbagliata. Il referendum non fu però mai preso in considerazione. Chissà se la nuova manovra verrà approvata e se sarà in parte in gradi di diminuire il peso dell’imposta sulle tasche dei cittadini.