5G

Con l’arrivo del 5G la connettività di rete cambierà completamente il volto di diversi settori della nostra società. In diversi campi applicativi assisteremo infatti a una nuova stagione di servizi digitali che possono avere un significativo impatto sull’economia generale.

Anche se attraggono maggiormente le novità che il 5G potrà portare su smartphone e tablet, sarà nelle infrastrutture di rete che si vedranno dei cambiamenti dirompenti. Sebbene già sfruttiamo le prime intelligenze artificiali nei nostri device tramite gli assistenti vocali, le AI sviluppate nei laboratori faranno da apripista a un futuro in cui la robotica sarà sempre più presente nell’industria e nei servizi.

La quinta generazione di rete, e dunque anche una nuova stagione tecnologica, non prevede un semplice aggiornamento o rinnovamento delle attuali strutture radiomobili, ma di fatto obbliga TIM, Vodafone, Wind Tre e altri a riprogettare completamente l’infrastruttura di rete. Da ripensare saranno anche le tipologie dei servizi offerti, ma prima ci sarà bisogno di capire quali ambiti applicativi saranno sviluppati.

 

5G di Tim, Wind, Tre e Vodafone: tecnologie che saranno rivoluzionarie

C’è infatti incertezza sulle applicazioni e sulle potenzialità che il 5G metterà in campo, perché mai come ora la rete può influenzare sensibilmente le scelte delle infrastrutture di comunicazione. Ma se prima ogni nuovo protocollo di rete portava con sé un beneficio in termini di velocità di trasferimento dati, la rete 5G offre un set di innovazioni che non sarà necessariamente una soluzione che vada bene per tutti gli scenari lavorativi.

Il perché non sarà una rete onnicomprensiva deriva dal fatto che ci sono diversi concetti che il 5G svilupperà in sé: dalla latenza alla velocità, passando per l’affidabilità della comunicazione alla gestione energetica.

Tra le novità tecnologiche che vedremo c’è sicuramente il sistema di trasmissione Massive-MIMO (Multi-Input Multi-Output), responsabile dei miglioramenti sui parametri prestazionali. Si tratta di una tecnologia basata su schiere di antenne che spingerà la capacità di processamento dei segnali verso limiti impensabili fino a pochi anni fa.

Tra le frequenze tradizionali per reti radiomobili, a cui ricordiamo si affiancano quelle liberate dal digitale terrestre, una porzione abbastanza ampia dello spettro di trasmissione sarà occupato tra i 3.4-3.8 GHz. Le bande di frequenze delle onde millimetriche, invece, hanno una porzione molto ampia da 1 GHz ai 26 GHz: una tecnologia che nella seconda fase di sviluppo del 5G sarà quella che porterà i maggiori cambiamenti nella struttura fisica delle reti sul territorio.