Scienza e Tecnologia

Inversione poli magnetici: la Terra ne è soggetta troppo frequentemente

Negli ultimi mesi, sono state condotte ricerche straordinarie che hanno permesso di comprendere meglio il meccanismo di funzionamento interno del nostro pianeta. Alcuni di questi studi hanno riguardato altri pianeti – il che ha permesso di comprendere la possibile genesi della nostra Terra – altri invece si sono concentrati su ciò che è accaduto direttamente al pianeta nel corso dei millenni.

Ne sono venute fuori scoperte incredibili, tra cui l’ultima riguardante i fenomeni elettromagnetici che lo interessano. Come sappiamo, infatti, la Terra è attraversata da un campo magnetico da Nord a Sud. I poli magnetici, però, non corrispondono esattamente con i poli geografici: essi sono spostati di circa 11,5° rispetto all’asse di rotazione terrestre.

Ciò che risulta interessante e degno di nota, però, è considerare che il campo magnetico non preserva sempre la medesima direzione, con il Nord magnetico corrispondente al nord geografico. Talvolta, possono avvenire inversione nella direzione del campo, rendendo così il Nord magnetico presente a livello del sud geografico.

Inversione del campo magnetico terrestre: quali conseguenze sulla nostra vita?

Secondo quanto rilevato da Yves Galles, ricercatrice dell’università di Parigi e del Cnrs (Centro nazionale francese per la ricerca scientifica), questa inversione avviene molto più frequentemente e rapidamente di quanto non si credesse prima.

Galles, a capo del team di scienziati in spedizione in Siberia, è pervenuta a questa conclusione andando ad analizzare alcune rocce prelevate dal fiume Khorbusuonka, nell’area nord-orientale della regione russa. Dallo studio di queste rocce, si è notata un’inversione di posizione tra la magnetite e l’ematite, due metalli presenti al loro interno che solitamente si dispongono secondo l’asse magnetico terrestre.

Questo ha consentito di dedurre che queste rocce fossero state testimoni di uno dei tantissimi cambiamenti di direzione del campo magnetico. L’ultimo di questi sembrerebbe essere avvenuto circa 780.000 anni fa, quando in realtà si credeva fosse ben più distante nel tempo. Pertanto si ritiene che in un futuro non troppo distante il pianeta potrebbe andare incontro nuovamente ad un’inversione di questo tipo.

Ma quali sarebbero le conseguenze per la nostra vita? Senza dubbio, l’uomo non subirebbe alcuno scombussolamento, dato che è sopravvissuto a numerose inversioni nel corso della sua evoluzione. D’altra parte, potrebbero presentarsi ingenti problematiche a livello delle tecnologie che sfruttano questo orientamento per funzionare, come satelliti o reti telefoniche.

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Pubblicato da
Monica Palmisano