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Computer quantistici: sviluppato un processore che sfrutta il laser

Un gruppo internazionale di ricercatori ha realizzato un prototipo di processore quantistico a base di luce laser, riuscendo a migliorare la stabilità del sistema computazionale altrimenti difficile da maneggiare. I risultati sono stato pubblicati sulla rivista Science.

Come stiamo cominciando a capire, poter contare sulla potenza di calcolo dei computer quantistici possiamo trovare soluzioni rapide a problemi molto complessi e, come anticipato, serve una struttura di quanti relativamente stabile. Usando la luce laser come veicolo delle informazioni permette altrimenti di poter implementare modelli di calcolo che superino le normali barriere imposte dagli attuali super computer.

Nicolas Menicucci del Center for Quantum Computing and Communication Technology (CQC2T) presso l’Università RMIT di Melbourne ha precisato che:”mentre i processori quantistici di oggi sono impressionanti, non è chiaro se i progetti attuali possano essere scalati fino a dimensioni estremamente grandi. Il nostro approccio inizia con un’estrema scalabilità – integrata sin dall’inizio – perché il processore, chiamato cluster-state, è fatto di luce“.

 

Computer quantistici: sviluppato un processore che sfrutta il laser

E per essere utile a a risolvere i problemi del mondo reale, i computer quantistici di tipo cluster-state deve essere sufficientemente grande e stabile

, mentre tutte le precedenti dimostrazioni sono fallite. Come sentenzia Menicucci, il loro computer cluster-base con luce laser è il primo in assoluto ad avere successo in entrambi i casi.

Per creare il cluster-state, dei cristalli convertono la normale luce laser in un tipo di luce quantistica “schiacciata”, che viene quindi intrecciata in un cluster state da una rete di specchi, fasci di raggi e fibre ottiche.

Come abbiamo imparato a conoscere, i computer quantistici si fondano sul fenomeno dell’entanglement. Grazie a ciò lo stato di due particelle, anche lontane a distanze cosmologiche, può essere strettamente correlato in maniera istantanea. La difficoltà degli attuali processori per il calcolo quantistico risiede innanzitutto nella loro non scalabilità, rendendo complicato il processo di sovradimensionamento.

Un processore che sia basato sulla luce laser renderebbe più facile dimensionare lo stato del cluster e garantire al contempo una struttura stabile per l’entanglement.

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Pubblicato da
Flavio Mezzanotte