Huawei ha lanciato HarmonyOS, il suo sistema operativo proprietario multi-piattaforma, pensato per essere supportato da molti dispositivi, e che promette bassa latenza e una solida sicurezza.

Un sistema operativo pensato anzitutto per gli oggetti intelligenti, come smartwatch, smart TV e smart speaker, in modo da creare un ambiente condiviso in cui i dispositivi possono meglio interagire tra loro. HarmonyOS sarà dapprima implementato sulle smart TV, il cui debutto dovrebbe avvenire entro la fine di quest’anno, mentre nei prossimi 3 anni verrà gradualmente adottato da altri dispositivi smart, come gli indossabili, Huawei Vision e le head unit dell’auto.

Si tratta di un OS open-source che offrirà numerosi vantaggi sia ai consumatori che alle aziende: per i primi, HarmonyOS rappresenta un importante strumento grazie al quale vivere un’esperienza smart appagante e potente, mentre per i secondi, l’implementazione del sistema operativo di Huawei significa aprirsi all’innovazione in ogni possibile scenario.

HarmonyOS, quattro caratteristiche che contraddistinguono il nuovo sistema operativo Huawei

Quattro sono le caratteristiche sulle quali si fonda HarmonyOS, il sistema operativo di Huawei. Anzitutto, continuità. Il nuovo OS, infatti, offre una piattaforma di comunicazione condivisa, fondata sulla distribuzione della gestione dei dati e della attività. Le applicazioni sviluppate per HarmonyOS possono essere eseguite su dispositivi diversi.

In secondo luogo, rapidità di esecuzione, che si traduce in bassa latenza. HarmonyOS è guidato dal Deterministic Latency Engine, che darà priorità alle task e metterà a disposizione di quelle principali più risorse, riducendo i tempi di risposta del 25.7%. L’architettura Microkernel, poi, aumenterà l’efficienza delle Inter Process Communication di cinque volte.

Sicurezza. L’architettura Microkernel assicura anche una maggiore sicurezza del sistema operativo di Huawei, oltre che una bassa latenza. Il microkernel si occuperà di semplificare le funzioni del kernel, alleggerirlo di molte delle funzioni lasciandogli il solo compito di gestire thread scheduling e IPC.Infine, la compilazione unificata, ovvero la possibilità di sviluppare un’applicazione o migrarla da Android e renderla compatibile per tutti i dispositivi tramite multi-device IDE.