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Google ha rivelato il modo migliore per cancellare ogni nostra traccia online

Google sta rendendo più facile per l’utenza l’eliminazione della propria posizione estremamente precisa e i dati delle attività svolte online. Il gigante della ricerca ha strumenti che osservano le persone non solo su Internet, ma nel mondo reale, mantenendo registri molto dettagliati di tutto ciò che le persone fanno.

Di recente l’azienda ha introdotto un nuovo strumento che permetterà alle persone di cancellare determinati dati dopo un lasso di tempo. L’azienda ha a lungo offerto l’opzione di disattivare la raccolta dei dati e il nuovo strumento ne è un’estensione. Tuttavia, secondo quanto dichiarato, i dati sono utili da mantenere e il nuovo strumento assicurerà che sia utile ma non automatico. “Che tu stia cercando le ultime notizie o la strada più veloce da percorrere, miriamo a rendere i nostri prodotti utili per tutti”, ha affermato la società.

Finalmente anche Google garantirà maggior protezione e più privacy ai propri utenti

“Quando attivi le impostazioni come la cronologia delle posizioni o l’attività delle app, i dati possono rendere i prodotti Google più utili per te. Infatti, possono consigliare un ristorante che ti potrebbe piacere o aiutarti a riprendere da dove hai interrotto una ricerca precedente, e così via. Lavoriamo per mantenere i tuoi dati privati ​​e al sicuro. Tuttavia abbiamo valutato il feedback dell’utenza. Quindi, forniremo modi più semplici per gestire e cancellare i dati.”

Con la nuova procedura, gli utenti scelgono un limite di tempo per il quale mantenere i dati – tre o diciotto mesi. Tutti i dati più vecchi sono automaticamente cancellati su base continuativa. Google ha confermato che lo strumento arriverà nelle prossime settimane. I social media e altre aziende sono state sottoposte a crescenti pressioni nell’ultimo anno. L’introduzione del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) nell’UE lo scorso anno ha conferito maggiori poteri agli utenti per controllare il modo in cui le imprese utilizzano i loro dati.

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Pubblicato da
Rosalba Varegliano