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Il lato oscuro delle app per la salute delle donne: “la sorveglianza mestruale”

Prendete lo smartphone di una donna. Accedetevi e, nel 99% dei casi, troverete un’app per il controllo del ciclo mestruale. Sì, anche questo è stato digitalizzato. Negli ultimi anni, si è verificata un’esplosione del “femtech”, ovvero di strumenti digitali e servizi incentrati sulla salute delle donne. Ci sono aspetti positivi in questo senso, ma c’è anche un lato oscuro, inclusa l’ascesa di ciò che è stato chiamato “sorveglianza mestruale“. Le aziende sono sempre più consapevoli che i corpi femminili siano templi di informazioni lucrative e stanno sfruttando questi dati in modi nuovi e sempre più distopici.

Ovia Health, una raccolta di app per la pianificazione familiare, ad esempio, può essere preso a modello. Secondo un recente rapporto del Washington Post, Ovia “è diventato un potente strumento di monitoraggio per datori di lavoro e assicuratori sanitari che, sotto la bandiera del benessere aziendale, hanno aggressivamente spinto a raccogliere più dati sulla vita dei loro lavoratori“. Questi dati includono informazioni intime sulla fertilità, il ciclo mestruale e la progressione della gravidanza.

 

Activision Blizzard

Si tratta di una società di videogiochi ed incoraggia ad utilizzare i servizi di tracciamento di Ovia. Le informazioni raccolte dalle app vengono quindi condivise con l’azienda, consentendo di vedere quante delle sue dipendenti sono incinte, cercano di rimanervi o di affrontare gravidanze ad alto rischio.

Activision Blizzard sta sperimentando da un po’ di tempo la tecnologia di monitoraggio dei dipendenti. Nel 2014, ha incentivato i dipendenti a utilizzare Fitbits. È inammissibile che i datori di lavoro descrivano iniziative di monitoraggio come “volontarie” se incoraggiano fortemente le persone a utilizzarle. È anche ingenuo affermare, come fa Ovia, che non è necessario preoccuparsi dei problemi di privacy, perché tutti i dati forniti ai datori di lavoro sono aggregati e resi anonimi. Esistono molte prove del fatto che i dati “anonimi” possono facilmente essere incrociati con altri dati e risalire alla fonte.

È noto che le società discriminano le lavoratrici gestanti: le implicazioni di questo tipo di monitoraggio mestruale e della gravidanza sono terrificanti. Dato questo clima, app come Ovia sono particolarmente preoccupanti per il loro potenziale di ulteriore restrizione dei diritti delle donne di avere il controllo sui loro corpi, rendere sempre più precario l’accesso delle donne a un’assistenza sanitaria a prezzi accessibili e mettere a rischio il lavoro delle donne.

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Pubblicato da
Federica Vitale