Facebook

Nelle ultime ore il social network Facebook sta ricevendo pesanti accuse da parte di CasaPound, partito politico italiano che viene comunemente considerato di estrema destra e di matrice neofascista, nonostante non si sia riconosciuto ufficialmente né di destra né di sinistra.

La piattaforma ha da poco disattivato i profili di alcuni tra i principali dirigenti del partito. Uno tra tutti quello del presidente del partito, Gianluca Iannone. A comunicare la notizia è stato proprio il partito attraverso una nota. Ora intende proseguire per vie legali contro la piattaforma.

 

Facebook accusato da CasaPound, si procederà per vie legali

Il partito intende “segnalare tale comportamento direttamente agli amministratori globali del social, direttamente alla punta più altra della piramide Zuckerberg, e portare in sede legale italiana quanto avvenuto, per rivendicare libertà di pensiero, diritti politici e diritti dei consumatori“. La disattivazione del profilo di Caio Giulio Cesare Mussolini, candidato alle elezioni europee da Fratelli d’Italia, è stata successivamente revocata.

Tra i tanti account sospesi, si legge sul Primato Nazionale, testata espressione del partito, ci sono anche quelli di Andrea Bonazza (responsabile Cpi e consigliere comunale a Bolzano), Maurizio Ghizzi (consigliere Cpi a Bolzano), Emmanuela Florino (portavoce di Cpi Napoli), Carlotta Chiaraluce (portavoce di Cpi Ostia), Roberto Acuto (responsabile Cpi Napoli), Giorgio Ferretti (candidato Cpi ad Ascoli Piceno), Mario Eufemi (candidato Cpi a Nettuno), Fernando Incitti (responsabile di Frosinone ed ex candidato sindaco), Fabio Barsanti (consigliere comunale Cpi Lucca)”.

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Per il partito si tratta di un’iniziativa “palesemente di sinistra”, di un “disegno ben preciso” legato alla stretta sul suprematismo bianco. L’articolo lamenta anche che non sono state comunicate le motivazioni del blocco, anche se solitamente la piattaforma blocca i profili che ritiene inopportuni. Il Corriere della Sera ha infatti ricordato che “è vietato, per esempio, sostenere un’organizzazione o un gruppo violento e o criminale, esprimere minacce verosimili a terzi, diffondere discorsi inneggianti all’odio o di discriminazione verso le persone per la loro razza, etnia, nazionalità di origine, religione, sesso, orientamento sessuale o manifestare l’intenzione o il supporto ad atti di violenza fisica“.