AGCOM predica net neutrality sul 5G

I primi di aprile c’è stato un convegno sul 5G e la Net Neutrality per parlare delle prossime sfide, norme e contrasti che nasceranno in seno all’adozione della nuova generazione di connessioni. In prima fila, nel direttivo del convegno, c’era AGCOM che, per bocca del suo presidente Antonio Nicita, afferma la centralità di quest’autorità nel contesto delle telecomunicazioni in Italia.

AGCOM sostiene che solo con l’adozione del principio della Net Neutrality, l’ecosistema che che circolerà intorno al 5G potrà raggiungere una condizione tale da garantire la piena concorrenza nel mercato tra gli operatori. Per questa ragione, il Garante ha svolto diverse indagini conoscitive e consultazioni pubbliche, partecipando anche a dei panel internazionali, con lo scopo di approfondire il tema della neutralità della rete in relazione alle dinamiche attorno alla gestione del traffico dati ad opera di TIM, Wind Tre, Vodafone e Iliad.

 

5G: AGCOM consiglia collaborazione tra TIM, Wind Tre, Vodafone e Iliad

Ma, come sottolinea AGCOM, l’avvento della rete 5G necessita di una regolamentazione ulteriore da aggiungere ai principi della Net Neutrality. Per Nicita, infatti, il regolamento europeo ha un unico principio ispiratore nel rispetto dei diritti di uguaglianza e non discriminazione degli utenti, garantendo i meccanismi innovativi tipici dell’ecosistema di internet.

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Tuttavia, tale regola base non può soddisfare le nuove frontiere offerte dai servizi in rete 5G, poiché “la net neutrality va applicata a specifici contesti di non-discriminazione riferiti ad ambiti economici e tecnologici comparabili.” Compito della next neutrality, ribattezzata proprio da Nicita, sarà quello di verificare caso per caso le alternative rilevanti così da raggiungere, anche grazie agli operatori TIM, Vodafone, Wind Tre e Iliad, un livello di comparabilità tale da garantire la massima trasparenza nella valutazione.